©2006.02.19

l'autonomia amministrativa: appunti di storia loicale

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Libertà l’ho vista dormire nei campi coltivati a cielo e denaro
a cielo ed amore, protetta da un filo spinato
libertà l’ho vista svegliarsi ogni volta che ho suonato
per un fruscio di ragazze a un ballo, per un compagno ubriaco
chi sono
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appunti di storia locale
I servizi alla persona dal 1975 al 2004
[©2004]



I principali servizi sociali cominciano ad essere gestiti dal comune, con un’iniziativa non particolarmente precoce ma abbastanza in linea con gli standard dei comuni medio-piccoli del mezzogiorno, agli inizi degli anni ottanta (soprattutto con riguardo agli anziani, al diritto allo studio e all’assistenza economica). Tuttavia, si tratta di interventi frammentati che confermano la caratteristica categoriale come tratto identificativo del modello italiano di welfare anche a livello comunale.

Durante la prima metà degli anni novanta il percorso di sviluppo dell’offerta di servizi sociali del comune si organizza con molta coerenza intorno ad alcune esperienze cruciali che diventano un tema della sua memoria storica e un solido punto di riferimento. Una marcata sensibilità sociale dei servizi scolastici ed educativi, incarnando una concezione allargata del diritto allo studio, ha potuto ben fondersi con un impegno orientato alla cura nei servizi sociali.

La vicinanza culturale fra servizi sociali ed educativi è il fondamento di una loro possibile armonizzazione, di molte reali forme di collaborazione, ma soprattutto di una possibilità concreta di essere risorsa gli uni per gli altri:

    • l’attenzione per la problematica dell’handicap, che si è collocata in un punto di cerniera tra i due ambiti, vede oggi un impegno straordinario del comune con una spesa superiore a qualunque altro settore;

    • la considerazione per il preoccupante livello di diffusione dei fenomeni della devianza e del disagio giovanile legati soprattutto al consumo delle droghe, che ha visto lo sviluppo di una forte attività di sensibilizzazione e prevenzione al fine di ottenere un’attenzione permanente sul problema e realizzare iniziative di consapevole solidarietà a favore dei soggetti e delle famiglie.

La fine degli anni novanta configura un percorso particolarmente accidentato di passaggi di competenze nella gestione dei servizi sociali che spiegano la situazione transitoria di frammentazione ed incertezza abbastanza evidente.

Con il nuovo millennio si apre una stagione di intensa vitalità che segna il recupero e la valorizzazione delle risorse esistenti e lo sviluppo di nuove esperienze che arricchiscono l’offerta del pacchetto di servizi sociali.

Ma il 2002 è uno spartiacque decisivo anche perché, nell’ambito del progetto di riorganizzazione degli uffici e dei servizi comunali, compare per la prima volta la denominazione di “Area dei servizi amministrativi e alla persona” e viene istituito in dotazione organica il profilo professionale dell’Istruttore socio-educativo. Prima di allora la struttura organizzativa cui afferiva il settore dei servizi sociali era più genericamente definita “Area Amministrativa”. Non solo, ma addirittura prima del 2001 non vi è neppure traccia di un “Ufficio Servizi sociali”, occupandosi della materia figure professionali generiche.

La questione non è meramente terminologica ma al contrario sostanziale: essa esprime di fatto la distanza culturale e, conseguentemente, organizzativa che è esistita nei confronti di questa tipologia di servizi che prefigura un quadro di vera e propria residualità per l’intero comparto.

Il carattere marginale che i servizi alla persona hanno dovuto scontare in passato è provato anche dalla frequenza con cui la delega ai servizi sociali è stata presente in Giunta:

  • tenuti all’esterno fino al 1993, utilizzati nell’ambito delle attribuzioni ripartite tra i consiglieri comunali, i servizi sociali sono diventati dapprima materia integrante dell’assessorato alla Pubblica istruzione e cultura per poi assumere nel 1996 identità propria nell’organo esecutivo;

  • nel 1997, al varo della Giunta, la delega scompare nuovamente per poi riapparire qualche anno dopo a seguito di un rimpasto dell’esecutivo.

  • a partire dal 2001 è uno dei punti di forza della nuova struttura organizzativa dell’ente, essendo ormai chiaro il concetto che non è più possibile pensare l’area dei servizi alla persona come a una zona grigia, marginale rispetto agli altri comparti della pubblica amministrazione.

A fronte di queste tendenze marginalistiche, che hanno caratterizzato in passato l’offerta di assistenza, è venuta emergendo sia l’affermarsi di una nuova consapevolezza della presenza della politica amministrativa come elemento fondamentale di rivitalizzazione dell’intero contesto, sia l’azione di una pluralità di attori sociali presenti nell’area dei servizi alla persona (si pensi alla crescita delle organizzazioni di terzo settore che è avvenuta negli ultimi anni).

La considerazione congiunta di questi elementi (da un lato l’offerta di servizi di tipo istituzionale e dall’altro quella proveniente dai soggetti di terzo settore) è alla base della decisione di creare un organo ad hoc dotato di autonomia per gestire i servizi sociali del comune in tutti gli aspetti organizzativi, con un proprio bilancio.

Costituita dal Consiglio Comunale alla fine di novembre del 2003 (delibera n. 30), l'Igess è diventata operativa nel mese di febbraio del 2004.
L'istituzione, quale forma di gestione per i servizi pubblici senza rilevanza imprenditoriale, è prevista dall'art. 113, comma 1, lettera d), del Testo unico per gli enti locali n. 267/2000.
L'art. 114 ne disciplina la struttura organizzativa e funzionale.
Il regolamento, approvato con delibera di Consiglio Comunale n. 30/03, ne disciplina forme di rapporto e di raccordo con l’Ente e ne definisce le competenze.

Fermo restando il controllo esercitato dal Comune circa il perseguimento degli obiettivi assegnati, il modello organizzativo dell’Istituzione è idoneo a garantire una gestione autonoma e, al tempo stesso, più snella e flessibile.

Solo attraverso la gestione unitaria ed integrata dei servizi è possibile raggiungere efficienza, efficacia ed economicità della prestazione, in quanto:

    • si offre all'utenza un referente unico per l'insieme delle problematiche riguardano i servizi alla persona;
    • si raccolgono in un unico centro di imputazione gestionale tutte le competenze prima variamente disseminate;
    • si semplificano alcuni aspetti gestionali, in particolare nelle procedure di spesa;
    • si velocizzano i tempi di risposta e di intervento.

La creazione dell'Igess è il naturale approdo che l'amministrazione ha intrapreso con il “progetto "Cellole città solidale", volto a fornire una risposta organica ai bisogni propri della popolazione in condizione di disagio, evidenziando il suo concreto impegno nel processo di riforma del ruolo delle funzioni dell'ente locale.