©2006.02.19

l'autonomia amministrativa: appunti di storia locale

vincenzofreda.it

Libertà l’ho vista dormire nei campi coltivati a cielo e denaro
a cielo ed amore, protetta da un filo spinato
libertà l’ho vista svegliarsi ogni volta che ho suonato
per un fruscio di ragazze a un ballo, per un compagno ubriaco
chi sono
risorse open access
appunti di storia locale

Le dinamiche economiche e demografiche dal 1975 al 1997
[©2000]



Dinamiche economiche

Sotto il profilo socio economico, il quadro che si ricava è quello di una comunità in cui permane il problema dell’occupazione, accentuato sia dall’incremento demografico, che dalla chiusura dei pochissimi stabilimenti industriali attivi sul territorio. Sebbene le attività stagionali arrivino a coinvolgere una parte rilevante della popolazione attiva, soprattutto per i giovani è difficile trovare in loco un posto di lavoro corrispondente al titolo di studi conseguito. Questa difficoltà è un fattore di impoverimento delle risorse culturali ed umane per la vita della comunità, incidendo profondamente sulla sua struttura sociale e alterandone i rapporti tra fasce generazionali.

L'agricoltura, che in passato costituiva il fulcro del sistema economico di trasformazione e di sviluppo, non ha più un ruolo centrale e attualmente non è in grado di sopperire alle debolezze dell'economia locale. Il risultato è che si sono fortemente ridotte le forme di coltivazione diretta destinate al mercato, comportando l’abbandono delle attività produttive locali a seguito dell’evolversi dell’attività turistica.

L’imprenditoria locale ha mantenuto in vita solo quelle attività capaci di trarre dei vantaggi dalla presenza turistica, come l’edilizia, un settore che assorbe una quota rilevante della forza lavoro disponibile e svolge una funzione trainante nel sistema dell'economia locale, sebbene però con un calo del volume di attività negli ultimi anni.

Un certo disagio si riflette negativamente anche sul settore cosiddetto terziario del consumo e dei servizi che, sull'onda dello sviluppo economico-sociale conseguente all'istituzione dell'autonomia amministrativa e alla funzione trainante del turismo di Baia Domizia, aveva conosciuto una forte espansione negli anni Ottanta; attualmente invece vive una fase di incertezza e precarietà per effetto della più generale contrazione economica. Si tratta di esercizi di piccola dimensione con vendita al dettaglio, ad eccezione del settore alimentare caratterizzato da una maggiore estensione e dimensione media delle attività. Sul piano dei servizi si conta una discreta presenza di centri di contabilità e consulenza fiscale, compagnie di assicurazione, studi legali, agenzie immobiliari, sorte in correlazione con l’evoluzione economica e professionale degli abitanti e con l’attività turistica.

Il settore turistico, che per oltre vent’anni ha sopperito alla strutturale insufficienza di attività industriali, risente oggi di una preoccupante contrazione dovuta oltre che alla intrinseca debolezza complicata da ulteriori limiti specifici, anche dalla pesante eredità di alcuni fenomeni che hanno profondamente segnato l’area. Primo fra tutti il fenomeno delle “baraccopoli”, cioè baracche abusive realizzate nell'area cd. "pantano", che fungono da pseudo-residenza estiva per persone soprattutto dell’interland dei centri capoluogo. Secondo, i terremoti dell’80 e dell’84, scontando ancora oggi il nostro territorio gli effetti negativi della decisione di alloggiarvi gli sfollati delle aree urbane, una decisione che ha penalizzato irrimediabilmente le prospettive di sviluppo dell’intero litorale.

Dinamiche demografiche e sociali

Per un’efficace chiave di lettura del contesto territoriale del comune di Cellole è poi necessario comprendere ed analizzare le trasformazioni urbane e sociali che in esso si sono verificate, motivo per cui vengono prese in esame le dinamiche demografiche dell’ultimo ventennio.

Un elemento di indubbia rilevanza è costituito dal costante incremento demografico che nel giro di pochi anni ha fatto registrare un consistente aumento della popolazione residente. Passando ad un esame più dettagliato, si evidenziano fasi di popolamento diversificate. Nel decennio 1981-1991, il territorio comunale sembra interessato da quella particolare inversione di tendenza che ha coinvolto molti piccoli e medi centri della Campania e che ha generato il ripopolamento delle aree rurali. In cifre la popolazione è cresciuta di 1397 unità, per effetto dell’azione concomitante del saldo migratorio positivo e dell’incremento naturale. La spiegazione di tale fenomeno va ricercata principalmente nella funzione attrattiva che il centro ha esercitato negli anni Ottanta in virtù dell’ambiente salubre, dell’aspetto dignitoso e della posizione strutturalmente funzionale per la vicinanza della linea ferroviaria Napoli-Roma e delle statali Appia e Domiziana.

La maggiore richiesta abitativa è ampiamente soddisfatta dall’attuale assetto insediativo sviluppatosi nell’ambito di un programma urbanistico mirato a evitare fenomeni di alterazione delle componenti ambientali e al riparo dall’aggressione edilizia.

Tuttavia i fenomeni in atto negli anni Ottanta tendono ad arrestarsi nel decennio successivo quando si assiste ad un nuovo esodo di residenti che (purtroppo) sempre più numerosi si spostano in aree più qualificate in termini economici, occupazionali e di servizi.

La consistenza demografica ha, conseguentemente, prodotto effetti significativi sui tradizionali equilibri sociali. Progressivamente, si sono modificati i rapporti di relazione, divenendo più complessi, e i fenomeni di integrazione sociale hanno indirizzato la comunità verso modelli di comportamento diversi che, se non assimilati attraverso processi maturi, rischiano di modificarne l’identità, impoverendone le tradizioni.

La crescita culturale è avvenuta in modo graduale a causa dell’assenza sul territorio di scuole di istruzione secondaria che, costringe gli studenti al pendolarismo verso gli istituti di Sessa A. e Formia. L’innalzamento del livello culturale è comunque un fattore decisamente positivo, come dimostrato anche dal numero degli studenti universitari e dai laureati. La scuola occupa un posto centrale nella programmazione delle attività e delle risorse dell’ente, che considera la formazione un elemento determinante nel processo di crescita della comunità.

Parallelamente è cresciuta la richiesta di nuovi servizi alla persona adeguati ai nuovi livelli di sviluppo e ai nuovi modelli di vita, con riferimento ai problemi della terza età, che costituisce una quota sempre più numerosa della popolazione, ma soprattutto con riguardo ai bisogni delle fasce deboli, per via delle difficoltà di integrazione sociale. Serie preoccupazioni comincia a destare anche il fenomeno della devianza giovanile che, da un attento monitoraggio, sembra interessare una parte rilevante della popolazione.