©2006.02.19

la catalogazione in Unimarc

vincenzofreda.it

Le idee sono tali in quanto tu
puoi comunicarle agli altri
se le tieni per te non servono a nulla
anzi, non sono nemmeno idee
chi sono
pubblicazioni open access


INDICE


Introduzione alla catalogazione

Descrizione bibliografica

Formati scambio di dati

UniMaRC

Campo LDR. Etichetta record

Blocco dell’identificazione

Blocco delle informazioni codificate

Blocco delle informazioni descrittive

Campi del blocco delle note

Blocco dei titoli collegati

Accessi semantici

Blocco dell’analisi semantica

Accessi formali

Scelta dell’intestazione

Forma dell’intestazione

Blocco della responsabilità

Blocco per l’uso internazionale

Blocco per le informazioni locali

I legami bibliografici in Unimarc

(visualizza il file in formato .pdf)

La descrizione catalografica in Unimarc (visualizza il testo integrale in formato .pdf)
[©2006]


Introduzione alla catalogazione.

La catalogazione è l’attività intellettuale e tecnica che si occupa della rappresentazione simbolica di un complesso di documenti sotto forma di registrazioni codificate secondo norme e formati standardizzati al fine dell’allestimento del catalogo.

Attingendo gli elementi distintivi di un documento utili a descriverlo da alcune parti fisiche, assunte a fonti primarie di informazioni, la catalogazione rende noti agli utenti i documenti posseduti dalla biblioteca e fornisce le indicazioni per poterli individuare e, quindi, recuperare negli scaffali in cui sono conservati. In questo senso, svolge una funzione di mediazione tra lettori e documenti, tra il bisogno di conoscenza dei lettori e la conoscenza nei libri.

Per ottenere questi obiettivi è necessario:

a) produrre per ogni documento una registrazione, cioè una scheda con una descrizione precisa dell’edizione stessa che la identifichi in modo inequivocabile;

b) individuare uno o più elementi che costituiscano una via d’accesso alla notizia stessa e consentano di inserirla in uno o più insiemi ordinati secondo criteri omogenei (alfabetico, classificato…).

Per questa funzione selettiva degli elementi che opereranno da indici, ordinando i documenti in base a criteri determinati, la catalogazione è definibile anche con il termine di indicizzazione.

Descrizione del documento e determinazione dei punti di accesso sono, quindi, le due fasi del processo di catalogazione che richiede un esame della risorsa per rilevarne gli elementi utili per sua adeguata indicizzazione.

L’analisi bibliografica è svolta considerando due aspetti: la forma (catalogazione descrittiva) e il contenuto (catalogazione semantica).

La catalogazione descrittiva descrive il documento dal punto di vista formale, esprimendolo attraverso elementi formali concretamente riscontrabili (dati bibliografici relativi all’autore o al titolo che compaiono sul frontespizio) e desunti dall’esame fisico (dimensioni, numero delle pagine, ecc.), tali da permetterne l’identificazione univoca. Questi elementi formali sono raccolti e organizzati secondo un codice di regole predeterminate, al fine di rappresentare in modo più formalizzato possibile la descrizione stessa (usando ad esempio lo standard ISBD).

La catalogazione semantica descrive il documento a partire dalla sua entità concettuale con riguardo all’argomento o agli argomenti che il testo comunica, cioè al suo contenuto di informazioni. Si serve di linguaggi di indicizzazione tra i quali i più diffusi sono la soggettazione e la classificazione bibliografica. L’uso rigoroso di una terminologia precisa e specifica consente di evitare ambiguità di significati.

Normalizzazione e uniformità

Affinché la produzione editoriale fosse registrata in maniera uniforme si è reso indispensabile procedere all’unificazione dei criteri di catalogazione e descrizione. Un lungo processo di normalizzazione ha portato alla definizione di principi fissi e rigorosi di compilazione che disciplinano l’articolazione delle informazioni bibliografiche. Un metodo di uniformità ha esteso su scala internazionale tali regole e principi, perché siano il più possibile universalmente conosciuti, accettati e condivisi.

RICA

Tappa significativa di questo processo di standardizzazione è la Conferenza di Parigi sui principi di catalogazione del 1961, che si limitò ad affrontare i criteri per la scelta e la forma delle intestazioni delle schede, cioè degli elementi che determinano l’ordinamento del catalogo, in base al principio della paternità di una pubblicazione, raccomandando che le regole dei diversi paesi fossero adeguate in conformità ai nuovi principi. Sui Principi di Parigi furono effettivamente fondati i codici nazionali prodotti successivamente dai singoli paesi, tra cui le nuove Regole italiane di catalogazione (pubblicate nel ’79 dall’ICCU, Istituto centrale per il catalogo unico), anche se non venne tralasciata l’opportunità di conservare comunque alcune tradizioni catalografiche locali.

ISBD

Il problema del contenuto e della forma della descrizione catalografica fu invece oggetto di un altro incontro, tenuto a Copenaghen nel 1969, in cui si giunse alla definizione di uno standard descrittivo internazionale e uniforme. A differenza delle norme relative all’intestazione, infatti, era parso subito evidente che i criteri di descrizione in uso nei vari paesi erano abbastanza compatibili e perciò più facilmente unificabili. Il progetto fu svolto dall’IFLA che, nel 1971, produsse il primo standard di descrizione ISBD (International standard bibliogaphic description).

Fasi della catalogazione

Descrizione
del documento nella sua qualità di oggetto fisico.

Intestazione
stabilisce il punto di accesso per quella voce, nell’ambito del catalogo a cui è destinata, considerata nei suoi due aspetti costitutivi:

scelta dei punti principali e secondari di accesso, sia formali che semantici;

scelta della forma dei punti di accesso.