©2006.02.19

iconografia libraria

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INDICE


Il rapporto tra testo e immagine

Il codice miniato

La decorazione xilografica

La decorazione calcografia

Il libro nei dipinti

6 Bibliografia

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Dal libro illustrato al libro nelle illustrazioni
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[©2010]


Oggetto di trattazione è il rapporto tra pittura e libro nel duplice senso di questa relazione: l'illustrazione decorativa nei codici e nel libro tipografico; la raffigurazione del libro nei dipinti. Incrociando questo doppio filo di indagine, affronteremo non solo gli aspetti divulgativi ed ornamentali delle decorazioni istoriate a mano o incise meccanicamente nel testo, ma descriveremo la connotazione fortemente simbolica e altamente metaforica che il libro ha avuto nelle arti figurative, come attributo della divinità e dell'autorità dell'unico sapere o come attributo che determina l'identità dei personaggi a cui è associato, prima di poter essere considerato oggetto domestico, espediente compositivo ritratto in una natura morta o per raffigurare un lettore.

La storia dell'illustrazione è estremamente complessa e riflette le trasformazioni stilistiche e di gusto legate all'evoluzione del pensiero scientifico e filosofico e ai mutamenti sociali e politici. Ma è profondamente condizionata anche da fattori tecnici: la grande rivoluzione dell'invenzione della stampa a caratteri mobili a opera di Gutenberg che, determinando la riproducibilità su larga scala rispetto al manoscritto per pochi committenti, rende il libro un prodotto alla portata di tutti. Nel 1461, pochi anni dopo la Bibbia a 42 linee di Gutenberg, Albrecht Pfister stampa a Bamberga il primo libro tipografico figurato con matrici silografiche, una raccolta di favole di Ulrich Boner intitolato DerEdelstein (La pietra preziosa) . In questa nuova produzione libraria l'illustrazione perde ordinariamente il colore, essenziale alla miniatura, e nasce nella pagina quell'incontro chiaroscurale fra carattere tipografico e incisione che era ignoto al manoscritto. Una simile dinamica estetica si arricchirà presto di nuove soluzioni con la tecnica calcografica (bulino, puntasecca, acquaforte, ecc.) e subirà nuove metamorfosi con l'uso della litografia, fino ai più moderni procedimenti fotomeccanici (zincografia, fototipia, rotocalco, offset) che investono ormai tutti i campi dell'editoria.

L'immagine e la parola sono le forme comunicative in cui l'uomo esprime le proprie idee. Tanto una sequenza di immagini (come ad esempio la serialità di un ciclo pittorico su delle pareti), quanto una frase (come ad esempio nella trama verbale di un testo scritto), sono idonee a descrivere un concetto o a raccontare una storia. Entrambe concorrono a rappresentare (figurativamente e verbalmente) il ragionamento. E nel libro (papiro, codice, incunabolo ecc.) trovano ampia sistemazione in quanto memoria, testimonianza del percorso conoscitivo dell'uomo.

La compresenza di parola (il testo scritto) e immagine (l'illustrazione) nella storia del libro si struttura, seppur con innumerevoli varianti, generalmente in base a due essenziali modalità compositive: l'omogenea fusione didattica e integrazione dello scritto con la figura, oppure la loro reciproca indipendenza. E questo anche in ragione delle necessità espressive della materia trattata, con riguardo principalmente alla distinzione, puramente indicativa, tra opere scientifiche e opere letterarie.

I trattati scientifici (di architettura, astronomia, botanica, geografia, ingegneria, matematica, scienze mediche, zoologia, ecc.) necessitano di solito di un apparato illustrativo chiaro e didattico, che dispieghi visivamente al lettore i contenuti del testo. Le figure di un erbario contribuiscono in maniera fondamentale all'identificazione e alla catalogazione delle piante. Le tavole che ornano le edizioni cinquecentesche o ottocentesce del De architettura di Vitruvio sono solitamente rigorose e precise. In generale le opere manoscritte o a stampa di carattere scientifico, si caratterizzano per un'iconografia che si accorda necessariamente con il testo, talvolta lo integra e può anche sostituirlo, ma ne rispetta sempre i dettami, pena la scissione didattica fra testo e immagine e la conseguente incomprensione del pensiero dell'autore.

Ma l'illustrazione, proprio per la sua capacità di evocare di per sé proporzioni di senso e significati simbolici che vanno oltre la funzione illustrativa, può svolgere nel libro anche un ruolo autonomo in rapporto al testo. Un primo esempio è costituito dalla ricca decorazione ornamentale, dai capilettera istoriati alle cornici dei frontespizi o alle figure ai margini. Gli elementi zoomorfi o mostruosi che ornano i codici medievali e umanistici, pur non avendo una specifica attinenza con il testo, sono tuttavia utili ad abbellire e impreziosire il libro agli occhi del possessore.

E poi le opere a carattere "letterario" (p.e., poesia epica e drammatica, romanzo, mitologia, scritti religiosi, filosofici e d'arte) che si presentano con un allestimento iconografico meno vincolato al testo, perché in questi casi la rappresentazione tende a interpretare su un altro piano creativo — quello immaginifico — la dinamica poetica o sacra, artistica o speculativa che s'intende trasmettere.