©2006.02.19

bibliografia: storia e metodologia

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Le idee sono tali in quanto tu puoi
comunicarle agli altri
se le tieni per te non servono a nulla, anzi non sono nemmeno idee
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INDICE


Premessa 3

Origini della bibliografia 5

L'informazione libraria prima della stampa tipografica 6

La stampa tipografica e i nuovi canoni bibliografici 9
-
Criteri di universalità e selettività nel Cinquecento 10
- Dai repertori generali a quelli territoriali nel Seicento 14
- Il nuovo termine “bibliografia” 17
- Il ruolo dei giornali nel Settecento 18
- Manuali e collezionismo 20

Definizione della bibliografia 22

Criteri per la compilazione di un repertorio bibliografico 28

Le decisioni preliminari 28

L'organizzazione del lavoro (raccolta, citazione, ordinamento) 30
-
Raccolta del materiale 30
- Elementi della citazione 31
- Ordinamento 35

La presentazione dei risultati 36

I tipi di repertori 38

Struttura delle citazioni per tipi di documento 41

Stili di citazione 48

Bibliografie nazionali 54

Bibliografia Nazionale Italiana (BNI) 56

Appendice 59

Bibliografia di riferimento 61


(visualizza il saggio in formato .pdf)

Bibliografia : breve profilo storico e metodologico
(visualizza il testo integrale in formato .pdf)

[abstract ©2013]


Scopo di questo lavoro è quello di agevolare gli studenti nella predisposizione di apparati bibliografici utili alle loro ricerche per la redazione di tesi di laurea e di fornire uno strumento chiaro, sintetico ed efficace per lo studio della disciplina a coloro che si apprestano a sostenere esami di corsi universitari o di concorsi.

Destinatari e finalità, dunque, definiscono il taglio e la prospettiva con cui i temi e gli argomenti saranno affrontati in questo contributo, che chiaramente non ne esaurisce la portata alla luce di ulteriori e necessari approfondimenti.

Pertanto nella trattazione saranno privilegiati gli aspetti connessi alle procedure tecniche per l'allestimento di strumenti repertoriali, atteso che la finalità di chi si preoccupa di redigere un elenco di titoli di prodotti culturali stampati è quella di raccogliere le notizie, renderle chiare e accessibili attraverso sistemi di organizzazione e criteri di ordinamento, e trasmetterne la memoria.

Tuttavia, non si ometterà di dare adeguato rilievo alla componente speculativa della bibliografia che, in quanto forma di mediazione comunicativa, ha inevitabilmente risentito dell'influenza esercitata dal contesto storico e ambientale, nonché dai gusti, dalle inclinazioni, dalle conoscenze dei compilatori. Se il tratto distintivo proprio è quello di reperire, elaborare e diffondere informazioni, la bibliografia rivela sotto questo aspetto una peculiare fisionomia che la caratterizza come attività selettiva e valutativa, guidata da interessi politico-culturali.

Nella prima parte saranno ripercorsi alcuni momenti e passaggi salienti del percorso storico seguito dalla bibliografia, con riferimento a particolari epoche e specifici autori che maggiormente ne hanno segnato lo sviluppo e la sistemazione concettuale.

Nella seconda saranno passate in rassegna le soluzioni tecniche di impianto e descrizione bibliografica, con riguardo ai principi e ai criteri che disciplinano l'organizzazione e la realizzazione di un repertorio e alla tipologia del materiale documentario di riferimento.

Origini della bibliografia

Ricorrendo ad una rappresentazione schematica, le bibliografie possono essere distinte in due grandi gruppi:

-le bibliografie generali o multidisciplinari, la cui produzione, secondo una metodologia fissata preventivamente in protocolli nazionali e internazionali, è normalmente demandata ad agenzie pubbliche o private;

-le bibliografie particolari o specializzate, dedicate a singoli ambiti disciplinari o argomenti, che vengono prodotte dai cultori delle materie secondo modalità proprie di organizzazione fermo restando l'impiego di criteri largamente condivisi.

Emerge a prima vista una componente prevalentemente strumentale dalla sommaria descrizione concettuale del fenomeno che invece, sul piano dell'indagine storica, si colloca a buon diritto all'interno del più vasto sistema di diffusione della cultura e di comunicazione sociale. Nel suo lento e complesso processo di gestazione e sviluppo, scandito da una varietà composita di manifestazioni e approdi, è possibile rintracciare alcuni tratti costanti che hanno informato e orientato le operazioni compilative: il controllo della produzione scritta e la circolazione dell'informazione bibliografica, a prescindere dalle diverse e contrapposte finalità che questa funzione mediatrice tra produzione e circolazione libraria assumerà di volta in volta a seconda del condizionamento esercitato da fattori ideologici, politici, sociali del tempo.

Come genere letterario la fondazione della bibliografia si fa generalmente risalire al 1494 con la pubblicazione del Liber de scriptoribus ecclesiasticis di Johann Tritheim. Ma è nel corso del Cinquecento che la disciplina si consolida nei suoi tratti essenziali ad opera di diversi umanisti tra cui spicca Conrad Gesner, il cui repertorio, per l'impiego di metodologie e tecniche compilative, costituisce l'esempio più compiuto di questo primo secolo di attività bibliografica. L'idea di uno strumento di informazione bibliografica muove da una duplice esigenza: controllare la produzione libraria, notevolmente accresciutasi grazie all'invenzione della stampa; conservare nel tempo la memoria dei buoni libri, che rischiavano di scomparire sia per le devastazioni provocate dagli uomini sia per quelle causate dall'incuria.

Tuttavia, di bibliografia si può parlare propriamente anche prima dell'invenzione della stampa tipografica come testimoniano tutta una serie di strumenti di memorizzazione scritta della produzione letteraria che già soddisfano i bisogni diffusi di documentazione sulla circolazione dei manoscritti, agevolandone il reperimento. Va precisato che all'origine questi elenchi compilativi erano conosciuti sotto altre denominazioni, come ad esempio quella di bibliotheca che più delle altre si conserva fino a tutto il secolo XVII, quando viene introdotto il termine bibliografia, stabilizzatosi progressivamente solo nel corso dell'Ottocento come titolo formale di repertori.