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Catania, spirito ionico e barocco
[©2017, dal 21 al 24 giugno; postato il 30 giugno]


L'intero pomeriggio è dedicato alla visita di Catania, seducente come altre città siciliane nonostante le facciate spesso malandate e una certa trascuratezza che si percepisce soprattutto nelle aree a ridosso del centro storico.

L'itinerario inizia da via Etnea, la strada principale che divide la città, lungo la quale è possibile ammirare le vetrine dei lussuosi negozi e le facciate dei palazzi signorili oltre alcune rovine della Catania antica visitabili gratuitamente, come l'anfiteatro romano nella splendida piazza Stesicoro, di cui purtroppo ne sopravvivono soltanto pochi resti. Proseguendo si arriva al bellissimo giardino Bellini, un parco nel cuore della città, dove concedersi un po' di frescura tra giardini curatissimi e statue antiche.

Ripercorrendo a ritroso via Etnea, si raggiunge dapprima piazza Università, con il palazzo sede del rettorato che sulla facciata reca l'iscrizione “Siculorum Gymnasium”, prima università dell'isola istituita nel 1434 ad opera di Alfonso il Magnanimo; poco più innanzi si apre la piazza del Duomo, il cuore storico e artistico di Catania, dove si fonde tutto lo spirito barocco antico della città: al centro si erge la fontana dell'elefante, il famosissimo obelisco con l’elefantino simbolo della città, accerchiato dai bellissimi palazzi del municipio e dei Chierici. A destra di quest'ultimo si trova la fontana dell’Amenano, la fontana di Trevi sicula: come per quella romana è tradizione gettare monetine al suo interno. Sul lato opposto, si staglia imponente la chiesa di S. Agata (eretta dal Conte Ruggero nel 1092), patrona della città e adorata con grande culto dai catanesi, che accoglie le tombe del Bellini e di molti personaggi illustri catanesi (apertura 7-12 e 16-19). Degne di nota sono alcune tele sugli altari della navata sinistra.

Dalla piazza, imboccando via Vittorio Emanuele, in pochi passi si raggiunge il Teatro Romano del I sec. d.c., una delle attrazioni più affascinanti e antiche della città. E’ visitabile accedendo da Casa Pandolfo (apertura 9-18; ingresso 6 €). Si presenta in pietra lavica perché i marmi con i quali un tempo era rivestito furono utilizzati in epoca normanna per costruire il Duomo. Si percorrono i tre ambulacri e le gallerie di accesso sotto le gradinate, da cui un reticolo di canaletti immette acqua nell'orchestra diventata una piscina per esibizioni acquatiche. Nel piccolo museo adiacente sono esposti alcuni reperti archeologici.

Continuando per circa 10 minuti su via Vittorio Emanuele, si incrocia via Quartarone che conduce a piazza Dante dove si trova il Monastero Benedettino, antico convento dalla spledida facciata, sede della facoltà di lettere e filosofia, e la chiesa di San Nicolò (apertura 9-17; ingresso 7 €). Dalla piazza incamminarsi per via Sangiuliano che incrocia via Crociferi, certamente uno dei tratti più affascinanti, fiancheggiata da eleganti edifici e da spendide chiese barocche, in successione: San Giuliano, arricchita dalla notevole loggia, San Francesco Borgia e San Benedetto. Prima di imboccare la discesa, vale la pena spingersi fino in fondo sul lato opposto, per ammirare la magnifica villa Cerami, sede della facoltà di giurisprudenza, e il suo giardino arredato con postazioni studio all'aperto per gli studenti.

Percorsa via Crociferi si arriva a piazza San Francesco D'Assisi. Imboccata via Santa Maria della Lettera e attraversata piazza Mazzini, incamminarsi lungo via Auteri, passando davanti alle rovine delle terme romane, fino alla piazza Federico di Svevia dove si erge il Castello Ursino, l'antica e austera fortezza normanna fondata da Federico II nel XIII sec., a pianta rettangolare, le cui mura prima dell'eruzione del 1669 erano lambite dall'acqua. Nel corso dei Vespri siciliani fu sede del parlamento e, in seguito, residenza dei sovrani aragonesi. Oggi è sede del museo civico (apertura 9-19; ingresso 10 €).

Rifacendo a ritroso il percorso, si raggiunge via Vittorio Emanuele. Proseguire verso piazza del Duomo e percorrere il primo tratto di via Etnea fino a piazza Università e dirigersi a est, imboccando una delle due viuzze laterali che conducono a piazza Bellini, dove si trova l'omonimo Teatro Massimo con il portale in ferro forgiato per le carrozze.

Catania, fontana dell'Elefante Catania, Cattedrale di sant'Agata
Catania, villa Cerami Catania, villa Cerami
Catania, Castello Ursino Catania, piazza Bellini


La costa ionica è la meta dell'escursione del secondo giorno, fino a Taormina che si raggiunge percorrendo la SS114.

Prima tappa è Aci Castello, a pochi chilometri a nord di Catania, rinomata località di villeggiatura grazie alle numerose insenature e alle rocce laviche a colonna. Il suo piccolo ed elegante centro è dominato da un imponente castello normanno, dell'XI secolo, che sorge su una roccia di basalto e che sovrasta la costa. Suggestivo il panorama che si gode dalla cima (ingresso 3 €, visita al piccolo museo annesso compresa).

A seguire, Aci Trezza, piccolo borgo di perscatori (set del film di Visconti La terra trema, del 1947, ispirato al romanzo di Verga I Malavoglia) noto per gli isolotti di lava chiamati gli Scogli dei Ciclopi, una bizzarra formazione rocciosa che deriva, secondo la mitologia greca, da Polifemo che scagliò i macigni contro Ulisse che tentava di prendere il largo dopo averlo accecato. Lasciata la macchina nel parcheggio in prossimità del porto, condedersi una rilassante passeggiata sul bel luongomare.

Continuando sulla SS114 si giunge ad Acireale, alle pendici dell'Etna, quasi interamente ricostruito dopo il terremoto del 1693, come testimoniano i numerosi edifici barocchi intorno alla piazza del Duomo, il centro vitale della città, dominata dall'imponente chiesa dell'Annunciazione, con la facciata rosa in stile neo-gotico. A destra del duomo sorge la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, risalente al XVIII secolo, così come il Palazzo Comunale anch'esso in stile barocco. Percorrendo via Romeo, che divide i due edifici, si raggiungono Le Chiazzette, un percorso pedonale che attraversa con un ponte la statale e conduce su una stradina acciottolata all'interno della Riserva Naturale Orientata de La Timpa scendendo fino al mare, da cui si gode una splendido panorama costiero. Ugualmente splendida la vista della costa della Riviera dei Ciclopi e dell'Etna che si ammira, a nord della città, dalla Villa Belvedere.

Deviando dalla statale e proseguendo per la riviera si possono visitare graziosi borghi marinari come Capomulini, Santa Maria la Scala, Santa Tecla, veri e propri gioelli, pieni di storia e di bellezze naturalistiche, Continiando sul lungomare di Fondachello ci si immette nuovamente sulla statale e in pochi chilometri si raggiunge Giardini Naxos, la prima colonia greca fondata in Sicilia, dove vale la pena concedersi qualche ora di riposo in spiaggia e magari un bel bagno nelle acque cristalline di questa piccola stazione balneare, prima di ierpicarsi fino in cima del monte Tauro che con la sua imponente mole domina la costa frastagliata.

Proseguendo sulla statale, superata Villagonia, imboccare la provinciale n. 10 che conduce all'ingresso della città di Taormina da Porta Messina. Dispondendo di un po' di tempo, è consigliabile spingersi pochi chilomentri più avanti fino al grazioso paesino di Castelmola, uno dei borghi più belli d'Italia. Dal limite esterno della ztl bisogna salire un qualche rampa di scala e percorerre più di un tornante prima di raggiumgere la sommità della piazza di accesso da cui si gode una spettacolare vista panoramica e da cui si dipanano le pittoresche stradine immerse in un'atmosfera tranquilla.

Malgrado il sovraffollamento di turisti (o forse, proprio per questo) Taormina conserva intatto il suo fascino romantico, livemente adulterato dall'eccesso di notorietà che ne ha fatto una tappa obbligata per tanti viaggiatori comuni e personalità di spicco, offrendo tuttavia uno dei più suggestivi panorami dell'isola. I parcheggi nei pressi delle due porte di ingresso hanno tariffe più alte che altrove ma permettono di raggiungere agevolmente corso Umberto, la via principale che taglia in due la città vecchia, dove a tutte le ore del giorno si assiste al pittoresco rituale della passeggiata lungo dimore nobiliari, piazze e chiese in stile gotico e barocco.

Aci Castello, Castello Normanno Aci Trezza, riviera dei Ciclopi
Aci Trezza, Scogli dei Ciclopi Acireale, vista da "le chiazzette"
Acireale, Duomo Taormina, Isola Bella
Castelmola, piazza Chiesa Madre Castelmola, scorcio


Le città barocche sono invece la meta del terzo giorno. Siracusa, innazitutto, che si raggiunge in meno di un'ora percorrendo l'autostrata (lungo questo tratto non ci sono siti interessanti). Destinazione la parte più antica della città che in realtà è un’isola, Ortigia collegata alla città moderna da due ponti: Ponte Umbertino e Ponte Santa Lucia. In un reticolo di stradine dalla magica atmosfera, dove si mescolano stili e tradizioni, sorgono molti dei monumenti più importanti, oltre a tanti graziosi localini. La circolazione è ammessa fino alle 20:00, orario di inizio della ztl. Soste gratuite sono consentite sulla maggior parte delle strade oppure a pagamento presso il grande parcheggio Talete, a sinistra del ponte Umbertino (0,50 € la prima ora, 1 € per le successive).

Dal parcheggio imboccare via de Benedictis, adiacente l'antica prigione borbonica, la zona in cui tutti igiorni al mattino si tiene il mercato alimentare, e raggiungere piazza Pancali dove sono visibili pochi ruderi e alcuni basamenti di colonne del tempio di Apollo. Imboccato corso Matteotti si arriva a piazza Archimede, circondata da antiche e imponenti dimore e con al centro la fontana di Diana. Continuando per un breve tratto su via Roma (inizio dell'area pedonale) si incrocia piazza Minerva, fiancheggiata a sinistra dalla facciata laterale del Duomo, che si collega direttamente su piazza Duomo dove si erge la cattedrale caratterizzata da un misto di elementi barocchi (la facciata), normanni e bizantini (l'interno). Il passato di tempio greco dedicato alla dea Minerva emerge dalle mura perimetali delle navate laterali e del frontone dove sono incastonate imponenti colonne doriche che conferiscono alla struttura un'atmosfera mistica e solenne. Il soffitto è a cassettoni in legno dipinto (apertura 9-19; ingresso 1 €).

Sul lato sinistro del duomo, dal cortile del palazzo del municipio si accede all'Artemision, dove sono visibili i resti del tempio ionico di Artemide, nel piano interrato di un'ala degli edifici comunali, scoperto in seguito ai lavori di potenziamento dei fabbricati (apertura 10-18; ingresso 2 €).

Sul lato opposto la piccola Chiesa di Santa Lucia che conserva un dipinto del Caravaggio, il seppellimento di Santa Lucia, realizzato nel 1608 durante la sua permanenza in Sicilia.

Proseguendo su via Picherali si arriva alla Fonte di Aretusa, uno dei simboli di Siracusa: una sorgente di acqua dolce a pochi metri dal mare dove crescono verdeggianti piante di papiro. Secondo la mitologia greca, la ninfa, per sfuggire alle avances del dio Alfeo, figlio di Oceano, scappò sull'isola dove fu tramutata da Artemide in una fonte.

Percorrendo il lungomare Alfeo si giunge al Castello Maniace, costruito sulla punta estrema di Ortigia dall’imperatore Federico II intorno al 1200, in una posizione altamente strategica, è stato teatro di numerosi scontri e adibito pure a prigione per un lungo periodo. Una passeggiata fra le torri e sui bastioni offre un’incredibile vista sul mare intorno alla città.

Tappa successiva è Noto, a circa 32 chilometri percorrendo l'autostrada. Prima di salire verso il centro urbano, completamente riedificato dopo il sisma del 1693, è consigliabile un bagno rigenerante nelle acque cristalline della costa e una sosta rilassante sulla mordida sabbia dorata.

Delle tre vie principali, che corrono parallelamente da est a ovest, la più interessante è quella centrale, via Vittorio Emanuele (originariamente occupata dal clero), che si imbocca da Porta Reale (lungo i viali dei giardini antistanti è possibile trovare parcheggio all'ombra di ficus centenari), fiancheggiata da splendide chiese barocche e da prestigiosi palazzi in pietra calcarea color miele: la chiesa di San Francesco all'Immacolata, interessante per la scenografica facciata e la scalinata a tre rampe più che per gli interni; Santa Chiara, per l'originale struttura ovale e il bel soffitto in legno dipinto; la Cattedrale San Nicolò, con la sua imponente facciata e la monumentale scalinata. Gli affreschi putroppo sono andati perduti in seguito al crollo del soffitto del 1996; Palazzo Ducezio, di fronte alla cattedrale, che ospita il municipio.

Siracura - Ortigia, Duomo - frontone Siracusa - Ortigia, Duomo - cappella santa Lucia
Siracura - Ortigia, mercato Siracura - Ortigia, piazza Archimede - fontana di Diana
Noto, scorcio Noto, Duomo san Nicolò


Non si può lasciare Catania senza immergersi nell'anima autentica della vitalità popolare che si respira nella Pescheria, uno dei più antichi e pittoreschi mercati di pesce dell'isola, e che si rinnova ogni mattina (tranne la domenica) in questa parte del centro storico fino agli archi della marina in via Dusmat. Da piazza del Duomo dirigersi verso la fontana dell’Amenano e prendere la scala alle spalle che conduce direttamente all'area sottostante adibita a mercato e poi passeggiare senza meta lungo le viuzze che si dipanano zeppe di bancarelle, affollate di gente e piene di suoni e di colori.

Non si può concludere il viaggio senza una puntatina sull'Etna, uno dei vulcani più grandi e più attivi, sin dai tempi antichi ritenuto dimora delle divinità degli inferi.

L'accesso alla vetta più alta è rigidamente regolamentato e consentito solo con la presenza di una guida esperta (costi variabili da 70 € in su). Con la funivia si può raggiunge solo la base del cratere a meno di 3000 mt. (30 € andata e ritorno). Ma a parte le escursioni a pagamento, l'Etna offre ugualmente un suggestivo spettacolo del proprio paesaggio passeggiando per le valli ed esplorando le grotte di lava liberamente accessibili.

Rifugio Sapienza (a meno di 2000 mt.), da dove parte la funivia e da dove è possibile raggiungere a piedi i crateri formatisi dall'eruzione del 2001, si raggiunge da Catania in poco meno di un'ora, percorrendo via Etnea e passando per Nicolosi e e altri piccoli centri urbani sorti sulle pendici del vulcano che, nonostante la pericolosità, presentano un'alta densità abitativa. Il paesaggio, grazie al terreno reso fertile dalla lava, offre una rigogliosa vegetazione, costituita nella parte più bassa da agrumeti e a seguire da aree boschive e distese di ginestre dai profumi intensi. Superati i 1500 mt. la vegetazione scompare a causa delle colate di lava.

Catania, Pescheria Catania, Pescheria
Etna, panorama dal Rifugio Sapienza Etna, panorama dal Rifugio Sapienza


A Catania La Pigna Verde, in via Giacinto Caraci 15 (un vicoletto in prossimità di via Etnea) è una tipica trattoria dove gustare piatti autenticamente siciliani, spendendo il giusto. L'ambiente spartano e l'atmosfera rustica si accompagnano alla cordialità e alla premura con cui si è accolti dalla coppia di anziani coniugi: il marito ai fornelli, la moglie in sala a prendere le ordinazioni e servire pietanze per nulla pretenziose ma di provata sostanza e genuina qualità, gustose e abbondanti. Per un pasto veloce a base di arancini, sfogliate rustiche, cannoli e cassatelle da consumare durante una piccola sosta lungo l'itinerario di visita è preferibile accomodarsi in una pasticceria: Savia, in via Etnea 102, una delle più antiche di Catania, rinomata per i dolci alla ricotta e gli arancini da gustare anche nello spazio all'aperto sul marciapiede antistante, all'ombra di eleganti ombrelloni; Di Dio, in Via Luigi Sturzo 69, in fondo a corso Sicilia, un eccellente laboratorio frequentato abitualmente da gente del posto. Tra rosticceria squisita e dolci straordinari, meritano una menzione particolare le cassatelle o minuzie di sant'Agata. Prezzi assolutamente economici. Dispone anche di tavolini all'aperto.
Il B&B San Giuliano 114 (sull'omonima via) si è rivelato un'ottima scelta per la sistemazione. Non lasciatevi suggestionare dalla facciata del palazzo alquanto malandata (aspetto abbastanza comune a molti palazzi). Al secondo piano vi attende una dimora elegante, con stanze confortevoli e ben arredate e bagni recentemente ristrutturati. L'ottima colazione viene servita in una graziosa veranda. Si trova praticamente in centro, a due passi da piazza Duomo e via Etnea, e in zona sono disponibili anche aree di parcheggio gratuito.

A Ortigia (Siracusa), in via Emmanuele de Benedictis 6, all'inizio dell'area dove si tiene il mercato alimentare, Caseificio Borderi è il banco più ricercato dove consumare (comodamente seduti nella piazzetta antistante) ottimi panini, farciti con una ricca varietà di prodotti tipici. La notorietà è meritata per la qualità e la genuinità delle materie prime che ripagano dell'attesa soprattutto nelle ore di punta, ingannata dalla simpatia eccentrica dei proprietari. Sicily Fish & Chips in via Roma 123 è invece un'ottima friggitoria che prepara al momento deliziosi cuoppi di pesce.

Facendo tappa a
d Avola, un ottimo bar/pasticceria dove acquistare pasta di mandorle è Bar Girlando, su viale Lido 22. Mentre nella centralissima piazza Umberto, Veni a Tastari è un gourmeteria dove qualità e gusto si fondono in una selezione di panini (pane cunzato) nati dalla creatività del titolare che ha riproposto antichi sapori e prodotti rigorosamente del territorio, come del resto rigosamente siciliane sono anche le bevande servite.

Iris catanese Arancini Cassatelle o "minuzie di sant'Agata"