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Centro di ascolto e orientamento "il mito di Anteo" per la prevenzione dei problemi legati alla dipendenza da alcool e droghe e del disagio giovanile
[
predisposto ai sensi della LEGGE N. 45 DEL 18.02.99 a valere sul FONDO NAZIONALE DI INTERVENTO PER LA “LOTTA ALLA DROGA” PER L’ANNO FINANZIARIO 2004 DELLA REGIONE CAMPANIA]
[data di presentazione 27.04.2004]


Settore d’intervento (AZIONI):
  • Sportelli sociali territoriali a bassa e media soglia;
  • Programmi di prevenzione primaria e di contrasto delle dipendenze a livello territoriale - community based.

Soggetti Partecipanti:

Nome : COMUNE DI CELLOLE
Nome: COOPERATIVA sociale INVENTO



Descrizione del progetto

Indicatori sulla dimensione qualitativa e quantitativa del fenomeno “dipendenza” in relazione al territorio su cui s’intende realizzare l’intervento ed in rapporto alla popolazione residente ed agli utenti in carico ai Servizi pubblici per le tossicodipendenze ed alcolismo(Ser.T):

Cellole (dal 1973 ente autonomo) fa parte del distretto sanitario n. 43 dell’ASL CE/2. La popolazione residente ha fatto registrare un notevole incremento, passando dai circa 5.000 a 7.280 abitanti a cui si aggiungono, durante la stagione estiva, gli oltre sessantamila villeggianti che soggiornano nei centri turistici di Baia Domizia e Baia Felice. Originariamente legata ad un’attività prevalentemente agricola, l’economia locale ha conosciuto una significativa crescita nel settore del terziario e dei servizi in genere che ha inciso profondamente nel processo di cambiamento del tessuto sociale. Sono emersi diversi fattori di disagio e malessere e denunciati forti segnali di rischio collegati al circuito tossicomanico, connesso alla vicinanza con zone dell’area Domitiana dove il fenomeno del consumo e dello spaccio è molto radicato e diffuso, alla carenza di una risposta sociofamiliare e, infine, per l'assenza cronica dei servizi sanitari. In tale contesto più frequenti sono le situazioni che portano interi nuclei familiari ad essere a rischio, a doversi cioè confrontare con problematiche di disagio e devianza, aspetti che indicano la potenziale disgregazione sociale: aumento dell'uso di sostanze stupefacenti e degli alcolici in misura preoccupante; aumento della diffusione delle nuove droghe nelle fasce adolescenziali; aumento della microcriminalità; aumento delle richieste di aiuto nelle situazioni di disgregazione familiare; aumento dei disturbi nell'area affettiva. I dati allarmanti sull'uso e abuso di sostanze stupefacenti all'interno del territorio comunale sono chiaramente leggibili nel numero di utenti in trattamento presso il SER.T. di Capua, a cui ben 63(attualmente iscritti art. 25) soggetti continuano a rivolgersi, rappresentante circa l’1% della popolazione residente. Sul territorio opera costantemente il centro comunale di ascolto e prevenzione delle tossicodipendenze, istituito con progetto attivato con finanziamenti a valere sulla legge 45/99 “Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga”, che ha attualmente in carico n. 6 utenti che segue direttamente.


Esperienza dell’Ente sociale partner, con particolare riguardo alle attività svolte in relazione al fenomeno “dipendenze” :

La cooperativa Invento già da alcuni anni è impegnata nel campo della prevenzione alle tossicodipendenze in genere sul territorio provinciale. In particolare per il Comune di Recale in qualità di pater ha co-gestito il Progetto denominato Graffiti e finanziato con contributo regionale ai sensi della L.- 86/97. sempre per il Comune di Recale attualmente sta co-gestendo il Progetto denominato Sportello sociale e finanziato per il triennio 97/99 ex L. 45/99. Per il Comune di Capodrise è in atto la co-gestione del Progetto Laboratorio 2000 finanziato ai sensi della L. 45/99 per il triennio 97/99. E’ in fase di avvio il Progetto Giovani in co-gestione per il Comune di Macerata C., sempre finanziato ai sensi della L. 45/99 per l’anno finanziario 2000.


Obiettivi generali del progetto, definizione del numero e della tipologia dei destinatari finali :

Rendere operativa una struttura di riferimento, ascolto e orientamento rivolta ai giovani con problematiche di dipendenza da droghe e alcool, nonché alle famiglie bisognose di un orientamento transitorio di appoggio, che abbia caratteristiche di stabilità, continuità e flessibilità e che:

  • svolga un’attività di sensibilizzazione, prevenzione, educazione e promozione alla salute nei luoghi della scuola, in quelli di aggregazione dei giovani, nella famiglia con metodologie adeguate in grado di assecondare le esigenze di un’utenza articolata e complessa.
  • risponda ai bisogni indifferibili di informazione, di prima accoglienza attiva volta a facilitare l’esplicitazione della richiesta d’aiuto, di presa in carico e sostegno e orientamento delle persone e delle loro famiglie colpite dal fenomeno della dipendenza da droghe e alcool direttamente e/o indirettamente, mediante l’attivazione coordinata delle risorse disponibili;
  • sia in grado di creare una rete di solidarietà intorno a loro, di aiutarli ad identificare i motivi e i caratteri costitutivi di quei sintomi del disagio psicologico e sociale ed orientare l’utenza diretta e potenziale verso i servizi più adeguati a quella specifica problematica (ASL, comunità terapeutiche, presidi territoriali, ecc.);

Tali attività sono dirette nei confronti di:

  • adolescenti e giovani con problematiche psicotrope e psicosociali n. 60
  • famiglie a rischio e multiproblematiche n. 80
  • giovani ed adulti con disturbo alcolico n. 70
  • popolazione studentesca n. 500
  • operatori sanitari, sociali, scolastici e formatori n. 30


Eventuali azioni prioritarie di cui al punto 2.1 del Bando:

Programmi d’intervento sui nuovi consumi di sostanze psicoattive maggiormente diffuse tra i giovani anche in considerazione dei nuovi bisogni degli utenti ed in virtù delle caratteristiche evolutive del fenomeno dipendenze. In particolare sarà prediletto:

  • il lavoro mediante operatori/unità di strada che contatteranno i giovani all’ingresso delle discoteche del litorale;
  • percorsi di prevenzione ed educazione alla salute presso la locale scuola media;
  • informazione capillare sugli effetti delle nuove droghe ricreative mediante opuscoli e incontri presso centri di aggregazione.

Contenuti, fasi e obiettivi dell’ intervento:

Contrastare il fenomeno dilagante dell’uso di sostanze psicotrope e alcoolrelate mediante un diverso approccio metodologico che tenga conto di un nuovo significato della “prevenzione”, non più come riduzione del danno ma come riduzione della domanda. Sotto tale aspetto, il progetto presenta una certa innovatività, sviluppandosi su direttrici non contemplate dal classico intervento dei servizi. Nello specifico si prevede:

  • lavoro da strada con aggancio del sommerso "qui ed ora";
  • interventi preventivi precoci;
  • punti di contatto su tutto il territorio;
  • strategia di rete.

Queste attività hanno quale momento funzionale di coordinamento e programmazione il centro di ascolto, strutturato con modalità di sportello che persegue i seguenti obiettivi:

  • la prevenzione dei fattori che predispongono alle dipendenza da alcool e droga;
  • l’informazione sulle varie tipologie di sostanze stupefacenti e alcoolrelate e sugli effetti che producono sull’organismo umano. Individuare e correggere il disagio nei luoghi di incontro dove generalmente esso si manifesta, mediante la diffusione di messaggi attraverso canali di comunicazione di impatto immediato e centri di informazione capillare nei luoghi di vita e di aggregazione dei giovani e degli adolescenti, al fine di:
    • mantenere costantemente un alto livello di attenzione sul problema della tossicodipendenza in tutta la popolazione;
    • realizzare iniziative di consapevole solidarietà verso i soggetti in difficoltà, anche attraverso un adeguato coinvolgimento del volontariato sociale.
  • l’attività di educazione e promozione alla salute nelle scuole e nelle parrocchie mediante la produzione di materiale informativo, osservatorio e centro di documentazione.
  • gli interventi di strada e nei luoghi di ritrovo dei gruppi bersaglio;
  • l’accoglienza attiva volta a facilitare l’esplicitazione della richiesta d’aiuto mediante attività in sede, nei luoghi microsociali di riferimento della famiglia (scuola, lavoro, parrocchia, rione), interventi domiciliari;
  • il sostegno e orientamento alla famiglia in difficoltà mediante l’attivazione coordinata delle risorse (istituzionali, di volontariato, associative) presenti e operanti sul territorio;
  • l’orientamento-filtro verso i servizi per le tossicodipendenze dell’ASL di riferimento, i diversi presidi territoriali, comunità terapeutiche, cooperative per il reinserimento lavorativo, e altro.

Per quel che concerne la metodologia e gli strumenti applicati, si farà ricorso prevalentemente a:

- Colloqui individuali e familiari.
- Lavoro di strada.
- Corsi di formazione/informazione.
- Incontri e dibattiti con esperti del settore
- Preparazione e distribuzione del materiale divulgativo e somministrazione dei questionari.
- Centro di ascolto e orientamento.
- Concertazione con le organizzazioni attive di volontariato e l’ASL, gli operatori sanitari.


Scansione temporale del progetto:

Il progetto ha durata annuale (12 mesi).

1°fase: formazione e consolidamento dell’èquipe

  • strutturazione della fase di accoglienza e della cartella utente;
  • contatti con le comunità terapeutiche e acquisizione di informazioni circa le metodologie praticate;
  • pubblicizzazione del progetto attraverso la sua presentazione al Ser.T di Capua, agli operatori e presidi sanitari territoriali, alle agenzie formative ed educative, agli attori sociali.

2° fase: attivazione del servizio sportello per tre giorni la settimana per tre ore ciascuno;

  • lavoro di strada e contatto gruppi bersaglio;

3° fase: organizzazione delle attività esterne (giornate educative/informative, strutturazione e somministrazione di questionari, incontri tematici e cineforum, ecc.;

  • produzione di materiale divulgativo e informativo;
  • elaborazione dei dati raccolti.


Integrazione degli obiettivi del progetto con le politiche del territorio:

Il progetto si inserisce nel quadro delle iniziative attuate dal comune per rimuovere alcuni dei pesanti condizionamenti nel processo di crescita sociale, facendo leva principalmente sullo spirito di solidarietà che, nell'attuale crisi di valori, appare valido elemento per superare le gravi carenze che si riscontrano nella società e che investono, nel quotidiano, la convivenza civile in generale e il mondo dei giovani, in particolare, i quali appaiono disorientati, incerti del proprio futuro e perciò stesso interessati da gravi e preoccupanti fenomeni: droga, alcool, delinquenza, devianza minorile costituiscono un costante pericolo anche in una piccola comunità sociale come la nostra. Il “Centro di ascolto” svilupperà la sua attività in un processo di interazione permanente con il territorio, ritenendo irrinunciabile il concorso di tutte le altre realtà vitali presenti perché siano favorite le condizioni minime di operatività del volontariato sociale e sia incoraggiata la crescita di una rete di solidarietà, in un progetto complessivo che veda il collegamento tra famiglia, autorità scolastica, società civile, diretto a facilitare l'assolvimento dell'obbligo scolastico, l'espressione di capacità creative, la formazione culturale, le occasioni di incontro e di socializzazione, la proposizione di modelli validi che sviluppino l'autonomia di giudizio e di iniziativa dei soggetti a rischio, attraverso attività ed iniziative volte ad eliminare ogni forma di emarginazione sociale, utilizzando la sfera dei servizi esistenti nel campo dell'assistenza sociale [Centro diurno socio-educativo per disabili, Segretariato sociale, Assistenza scolastica, Assistenza materiale].


Interventi previsti nell’ambito della L.328/00:

Il Comune fa parte dell’ambito C5 [ente capofila: Comune di S. Maria Capua Vetere], a cui ha aderito mediante sottoscrizione dell’accordo di programma. Inoltre ha approvato il piano zonale per la gestione di un servizio integrato di interventi e servizi sociali relativamente alle prime due annualità del triennio di riferimento. Dal momento che dalla prima annualità erogata dalla Giunta Regionale della Campania al Comune capofila dell’ambito C5 questo ente non ha avuto i benefici sperati dai previsti interventi e servizi sociali, il Comune ha deciso di dissociarsi dall’ambito e di chiedere alla Regione Campania l’assegnazione dei fondi spettanti per la terza annualità per la gestione diretta dei servizi. Ad oggi l’Ufficio di piano è ancora alle prese con problemi formali riguardanti la procedura di gara! Per quanto attiene gli interventi previsti nel piano di zona, il tema della tossicodipendenza ha avuto una parte minore nell’ambito della programmazione: appena un accenno nelle linee guida di approvazione del programma generale di intervento per il triennio, ma praticamente trascurata nella fase concreta di progettazione dei servizi e della loro attuazione, come risulta sia dagli interventi della prima annualità sia dalla proposta relativa alla seconda annualità elaborata in esecuzione delle indicazioni del coordinamento istituzionale dell’Ambito C5. Ugualmente disatteso il criterio assunto in fase di indirizzo di potenziare i servizi esistenti nonostante a Cellole, fin dal 1997, fosse attivo un centro ascolto per i problemi legati alle dipendenze da alcool e droga sul quale non è stato previsto alcun investimento di risorse.


Metodologie previste per favorire il raggiungimento degli obiettivi

(indicatori di processo,indicatori di risultati attesi, strumenti e sistemi di rilevazione per ciascun indicatore) :

Costante attività di monitoraggio e valutazione in itinere delle azioni previste a cura del responsabile del progetto, con cadenza trimestrale onde meglio verificarne l’andamento ed eventualmente riprogettarne le singole azioni sempre in sintonia con gli obiettivi generali. Il monitoraggio sarà svolto raccogliendo dati:

- complessivi dell’utenza divisi per categoria di problemi e tipo di invio;
- complessivi dell’utenza divisi per categoria di problemi e valutazione dei singoli percorsi di indirizzi e accompagnamento attivati;
- sui progetti individuali impostati.
- sull’attività di consulenza psicologica;
- sulla valutazione degli effetti del servizio sul territorio;
- sull’attività dei gruppi di incontro e valutazione degli obiettivi raggiunti;
- descrittivi delle azioni intraprese ai fini informativi ed educativi;
- sul livello di integrazione e sviluppo della rete.

Saranno predisposti questionari per la valutazione e momenti di supervisione sulle attività svolte.

I risultati attesi si distinguono sul piano qualitativo e sul quello quantitativo.

Sul piano qualitativo i risultati che si intendono ottenere sono legati all’innovatività delle azioni d’intervento in relazione al target differenziato di utenza a cui sono dirette. Più in particolare:

  • Aumentare il livello di conoscenza e di informazione sulle sostanze psicotrope e sui loro effetti.
  • Aumentare la conoscenza sugli effetti degli alcolici.
  • Favorire l'autonomia individuale e la crescita psicologica degli adolescenti.
  • Inquadrare e affrontare situazioni di marginalità e di malessere individuali e familiari, che possono evolvere verso disturbi della dipendenza.
  • Preparare gli operatori sanitari, scolastici e sociali presenti sul territorio a migliorare la loro capacità di gestione delle tossicodipendenze e delle famiglie multiproblematiche.
  • Offrire adeguato sostegno alle persone affette dai problemi legati alla dipendenza e alle loro famiglie;
  • Offrire la possibilità di recupero sociale ai soggetti appartenenti alle fasce deboli e più a rischio, attraverso l'uso di sistemi di comunicazione e espressione creativi e ludici.
  • Diffondere una nuova cultura della prevenzione nel nuovo significato di riduzione della domanda;
  • Promuovere un ambiente relazionale persona a rischio-famiglia più adeguato.

In relazione al target differenziato dell’utenza, sul piano quantitativo si prevede di ottenere:

  • Riduzione del 20% della popolazione che usa sostanze.
  • Partecipazione alle attività del progetto pari al 50% della fascia adolescenziale/giovanile contattata.
  • Riduzione dei disturbi socio-familiari, nel gruppo bersaglio, pari al 40%.
  • Aumento degli elementi indispensabili di valutazione del disagio, tra gli operatori socio-sanitari, e partecipazione degli stessi alle attività sviluppate pari al 70%.


Profilo professionale degli operatori da impiegare nel progetto:

Figure professionali previste

Psicologo 1
Sociologo 1
Assistente sociale 2
Operatore 2


Metodologie e strumenti utilizzati per dare visibilità alla realizzazione del progetto, alla diffusione dei risultati raggiunti ed al loro esito, per favorire maggiore partecipazione e condivisione sia da parte dei soggetti interessati che dell’opinione pubblica:

Si farà ricorso prevalentemente a:

- produzione e distribuzione di materiale divulgativo nei luoghi di maggiore aggregazione;
- allestimento di stand informativi ed espositivi;
- iniziative ludiche di grande coinvolgimento;
- ricorso ai tradizionali canali di informazione (pagine locali di quotidiani a carattere provinciale, diffusione radiofonica, ecc.);
- Incontri tematici e dibattiti con esperti del settore
- Elaborazione periodica dei dati raccolti e produzione di opuscoli informativi
- Incontri periodici con gli attori sociali territoriali (organizzazioni attive di volontariato, ASL, operatori sanitari, agenti educativi, ecc.).


Partenariato: motivazioni della scelta anche rispetto agli obiettivi prefissati:

La scelta di costruire un partenariato con il Comune di Cellole nasce dalla duplice volontà di dare continuità al lavoro avviato nel 2000 con le attività programmate dalla L. 285/97 che hanno visto la cooperativa InVento impegnata sul territorio com.le a promuovere attività di prevenzione ed educazione alla salute contemporaneamente assicurare la continuità del Centro di ascolto del Comune finanziato a valere sul fondo naz.le Lotta alla droga per il triennio 97/99 e l’anno 2000, offrendo collaborazione tecnica a perseguimento degli obiettivi.


Piano Finanziario

Coerenza del piano finanziario: congruità dei costi delle singole componenti del progetto, rapporto fra risorse da impiegare e costi da sostenere:

Spese per il personale (A):

  • Figura professionale prevista Costo/ora Ore previste Costo totale
    • 1 Psicologo 16,00 468 7488,00
    • 1 Sociologo 16,00 468 7488,00
    • 2 Assistenti sociali 13,00 936 12168,00
    • 2 Operatori 11,00 936 10296,00
  • Totale Percentuale su totale richiesto 37440,00 50,70%

Attrezzature (B):

  • Potenziamento dotazione punto-informatico ad uso utenti 2 3.000,00
  • Fotocopiatrice 1 1.600,00
  • Giochi di società 15 1.000,00
  • Impianto audio-video 1 4.000,00
  • Totale Percentuale su totale richiesto 9.600,00 13,00

Materiale didattico e di cancelleria (C) :

  • Risme di carta 30 150,00
  • Cartucce stampanti 20 750,00
  • Penne, matite, evidenziatori 9 50,00
  • Totale Percentuale su totale richiesto 950,00 1,30%

Costi di gestione e di funzionamento (D):

  • Spese per fitto locali del centro 3000,00
  • Spese telefoniche 600,00
  • Enel 350,00
  • Gas per riscaldamento 800,00
  • Assicurazione RC Utenti Operatori 800,00
  • Spese amm.ve e contabili 800,00
  • Totale Percentuale su totale richiesto 6.350,00 8,60%

Pubblicazione e diffusione dei risultati (E):

  • Opuscoli divulgativi 2000,00
  • Volantini 500,00
  • Questionari 1000,00
  • Manifesti e stampe 1500,00
  • Convegno finale di pubblicizzazione dei risultati raggiunti 2.500,00
  • Totale Percentuale su totale richiesto 7.500,00 10,15%

    Altri costi (F):

    • Seminari ed incontri tematici con esperti 2500,00
    • Nolo attrezzature per convegni 1500,00
    • Escursioni esterne 5.000,00
    • Evento finale 3.000,00
    • Totale Percentuale su totale richiesto 12.000,00 16,25%


    Importo complessivo (A+B+C+D+E+F) € 73.840,00



    postato il 5 gennaio 2010 |