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Le nuvole

PROGETTO SOCIO-ASSISTENZIALE PER IL POTENZIAMENTO DELLE ATTIVITA' DI ASSISTENZA E DI RIABILITAZIONE IN FAVORE DI CEREBROLESI

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presentato ai sensi della circolare n. 2, prot. n. 374/AA.FF.6/3 del 08.06.2005 del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione – Direzione centrale per gli affari generali e per la gestione delle risorse finanziarie e strumentali – Area V Fondo Lire UNRRA, conseguente alla direttiva del Ministro dell’Interno, prot. n. 293/AA.FF.6/2 del 07.06.2005, emanata ai sensi dell’art. 8 del D.P.C.M. 20 ottobre 1994, n. 755, che definisce per l’anno 2005 gli obiettivi generali per la gestione della Riserva Fondo Lire UNRRA.]



1. Premessa

Cellole (ente autonomo dal 1973) fa parte del distretto sanitario n. 43 dell’ASL CE/2. La popolazione residente ha fatto registrare un notevole incremento, passando dai circa 5.000 agli attuali 7.280 abitanti a cui si aggiungono, durante la stagione estiva, gli oltre sessantamila villeggianti che soggiornano nei centri turistici di Baia Domizia e Baia Felice.

Originariamente legata ad un’attività prevalentemente agricola, l’economia locale ha conosciuto una significativa crescita nel settore del terziario e dei servizi in genere, che ha inciso profondamente nel processo di cambiamento del tessuto sociale. Sono emersi diversi fattori di disagio legati all’assistenza delle persone prive di autosufficienza, affette da deficit psichici e sensoriali.

In primo luogo, la situazione demografica del comune si caratterizza per un elevato livello di invecchiamento della popolazione che ha le sue cause, principalmente, nell’allungamento della durata della vita, nel calo di fecondità e nei flussi migratori riguardanti la popolazione giovanile. Si tratta di un processo difficilmente arrestabile che, in considerazione della crescita del carico sociale della popolazione non attiva su quella attiva, pone il problema del finanziamento della spesa sociale. Per questo, in una società che oggi è diversa da quella del passato, anche i problemi di assistenza devono trovare nuove attenzioni e soluzioni più adeguate. E questo è possibile solo attraverso una riorganizzazione della società stessa in funzione delle diverse esigenze che provengono da soggetti sociali che stanno assumendo un peso sempre maggiore che le famiglie di origine non sono più in grado di sostenere se non adeguatamente aiutate.

Necessita pertanto promuovere interventi significativi al fine di creare o mantenere standard di contestualizzazione dignitosi, volti a scongiurare e superare eventuali stati di emarginazione e disagio, nonché sostenere, da un lato, le difficoltà che le singole famiglie incontrano nel provvedere autonomamente alla gestione dei problemi legati all'assistenza dei propri congiunti affetti da minorazioni. Si tratta non solo di lenire i problemi legati alla mancanza di risorse economiche, ma di attuare strategie e servizi che puntino a integrare e sostenere la famiglia che se ne prende cura.

Sul territorio comunale è attivo il “Centro diurno socio-educativo Progetto Insieme”, istituito dal Comune nel 1996, finalizzato alla rimozione delle cause invalidanti la piena integrazione sociale e al miglioramento della vita di relazione dei disabili. In una struttura di circa 140 mq, al pian terreno e senza barriere architettoniche, è offerta agli alunni disabili assistenza giornaliera attraverso una serie di interventi a carattere socio-psico-pedagogico ed attività extra scolastiche, complementari all'azione educativa della scuola, volte a mantenere le capacità residue dei disabili, a sviluppare nuove potenzialità creative e relazionali, a superare ogni forma di emarginazione e di esclusione sociale.

Il Centro si caratterizza anche come una struttura di riferimento e orientamento in cui opera una equipe multidisciplinare (assistente sociale e psicologo) che:

  • risponde ai bisogni indifferibili di informazione, presa in carico e sostegno alle persone in condizioni di disagio e alle loro famiglie;
  • punta a creare una rete di solidarietà e ad orientare l’utenza verso i servizi territoriali.
  • svolge un’attività di sensibilizzazione nei luoghi della scuola, nella famiglia con metodologie adeguate.

L’esperienza positiva di questa realtà in questi anni suggerisce l’opportunità di estendere la sfera di intervento anche nei confronti delle persone cerebrolese, agendo così in modo più organico ed intenzionale nell’ambito delle politiche di assistenza, potenziando e ampliando l’attività del Centro diurno comunale per accogliere questa tipologia di utenza.

2. Finalità

  • colmare il vuoto esistente sul territorio in termini di risorse assistenziali;
  • conservare ed eventualmente sviluppare le abilità residue delle persone, relative all’autonomia personale e sociale;
  • accompagnare gli utenti in percorsi individuali e finalizzati soprattutto all’acquisizione di piccole abilità
  • favorire le capacità relazionali, avvicinando gli utenti gradualmente e tenendo conto dei rispettivi limiti al rapporto interpersonale, cercando di trasmettere il senso delle regole.
  • migliorare la vita di relazione e favorire la comunicazione.
  • sostenere la famiglia nella creazione di un ambiente idoneo dove è possibile trovare soluzioni alle difficoltà legate all’assistenza dei propri congiunti.

3. Descrizione sintetica del progetto

Il progetto “Le nuvole” è strutturato, come insieme di interventi diretti a potenziare le attività del centro diurno comunale.

Attualmente il Centro diurno socio-educativo è frequentato da disabili ed è attivo nella fascia oraria pomeridiana, limitatamente al periodo di durata del calendario scolastico.

Istituito con finalità di integrazione all’azione educativa della scuola, si caratterizza come un servizio diurno di accoglienza e presa in carico delle utenze, offrendo opportunità di socializzazione ed interazione.

Sotto questo aspetto il Centro diurno, con le integrazioni descritte nel presente progetto, può costituire una concreta offerta di assistenza attiva, nonché spazio di realizzazione significativa di azioni stabili e costanti, orientate a favorire la permanenza all’interno del proprio contesto sociale e come occasione di socializzazione per gli utenti e di supporto per le famiglie su cui cade interamente il peso e il disagio dell’assistenza.

3.1. OBIETTIVI

a. offrire un concreto aiuto alle famiglie che spesso si trovano disorientate ed impreparate ad affrontare le problematiche che tale patologia comporta;
b. attivare un ambito di sostegno nei confronti dei familiari che incontrano difficoltà nella gestione delle problematiche legate all’assistenza dei propri congiunti, prevenendo la formazione di processi di patologizzazione del disagio;
c. conservare e/o attivare capacità e potenzialità residue, temporaneamente inespresse o inutilizzate, individuando ed adottando gli strumenti per stimolarne la crescita;
d. favorire lo sviluppo delle capacità di socializzazione e di relazione,
e. individuare e stimolare l’apprendimento di capacità ed abilità pratiche basilari, anche mediante progetti individualizzati;
f. incrementare l’autonomia personale, stimolando l’espletamento di azioni concernenti attività di vita quotidiana con particolare riferimento alle abilità nella cura della persona e del proprio ambiente di vita.
g. potenziare e migliorare le condizioni di fruibilità della struttura adibita a centro diurno con riguardo anche alla dotazione di apparecchiature e sussidi.
h. favorire ed incentivare la partecipazione alle attività del centro diurno mediante l’offerta di un adeguato servizio di trasporto che curi, in sicurezza, il trasferimento degli utenti da e verso le proprie abitazioni.

3.2. ATTIVITA’

1. Attività di ascolto, consulenza e sostegno psicologico alle famiglie per fornire supporto relativamente alle problematiche psicologiche, relazionali, familiari ecc.
2. Servizio di accoglienza attiva. Nell’ambito delle attività gestite, il centro è suddiviso in laboratori specifici, ognuno dei quali è predisposto in modo da favorire sia obiettivi generali che specifici, questi ultimi programmati a seconda delle esigenze di ogni singolo utente:
i. laboratorio delle attività quotidiane pone attenzione a trasmettere regole e abilità necessari per lo svolgimento di mansione inerenti la vita di tutti i giorni. All’utente è data assistenza continua nelle attività quotidiane.
ii. laboratorio espressivo, nel quale si sperimenta l’uso di tecniche elementari finalizzate all’acquisizione di modalità espressive verbali, non verbali ed artistiche. Si cercherà di stimolare le capacità di attenzione e ascolto, educando a percepire e rispettare i tempi della conversazione (domanda – pausa- risposta);
iii. laboratorio relazionale, nel quale si sperimenta l’uso di tecniche elementari finalizzate all’acquisizione di modalità relazionali, tenendo conto dei limiti nel rapporto interpersonale, avvicinando l’utente gradualmente agli altri utenti. In relazione ai suoi tempi si cerca di trasmettergli il senso delle regole al fine di ottenerne gradualmente il rispetto. Ulteriore attenzione sarà prestata per aiutare a rielaborare azioni percepite come offese alla propria persona.
iv. laboratorio di cucina adibito all’apprendimento di stili di condotta corretti a tavola.
v. laboratorio di giardinaggio predisposto per far svolgere alcune operazioni manuali all’aria aperta e a contato con la natura.
vi. laboratorio socio ludico ricreativo, predisposto in modo da permettere momenti di svago che, spesso, sono strutturate in modo da consentire il raggiungimento di obiettivi specifici quali la socializzazzione e l’integrazione degli stessi nel contesto territoriale di appartenenza.
3. Servizio di trasporto con pulmino attrezzato e accompagnatori per il trasferimento al centro degli utenti da e verso le proprie abitazioni.

3.3. ATTUAZIONE

  • Istituzione di un punto ascolto all’interno del centro diurno, che funzionerà da:
    • promotore del servizio presso le famiglie interessate, attraverso contatti domiciliari e diretti;
    • recettore delle domande di bisogno;
    • orientatore per la risposta più efficace al bisogno espresso, in sinergia con i servizi territoriali, attraverso visite domiciliari, counseling individuale.
  • Estensione del periodo e degli orari di apertura del centro [per l’intero anno solare (con esclusione del mese di agosto e della settimana tra natale e capodanno) con apertura giornaliera dalle 9.00 alle 17.30 (esteso quindi anche alla fascia antimeridiana)].
  • Installazione delle apparecchiature di condizionamento per rendere fruibile la struttura anche nel periodo estivo in considerazione del livello medio della temperatura.
  • Laboratori giornalieri con attività in sede e la programmazione di escursioni periodiche.
  • Impiego di sussidi specifici e apparecchiature.
  • Acquisto ed impiego di un pulmino attrezzato per il trasferimento degli utenti.

3.4. DESTINATARI

Le attività del centro sono rivolte ad una utenza che presenta un ritardo mentale di entità variabile, spesso associato a disturbi della sfera comportamentale e/o deficit motori o del linguaggio.

Spesso sussistono difficoltà a livello di comunicazione, sia verbale che non verbale.

Scarsa risulta l’autonomia personale e sociale e la consapevolezza delle regole di condotta.

Limitate risultano le capacità di socializzazione e l’inserimento nel territorio di appartenenza, perlopiù a causa delle patologie dalle quali gli utenti sono affetti.

Da un attento monitoraggio sulla popolazione residente, è emerso che il numero dei potenziali destinatari è di 14 unità che più in dettaglio presentano le seguenti patologie:

-esiti di paralisi infantile neonatale con ritardo psicomotorio cognitivo-idrocefalo;
-meningite in età infantile con ritardo mentale e problemi di deambulazione;
-frenastenia cerebropatia;
-insufficienza mentale grave;
-sordomutismo complicato da turbe del comportamento;
-paraparesi in paziente con idrocefalo tetraventicolare;
-psicosi d’innesto e da grave ritardo mentale;
-emiparesi e crisi convulsive in paziente con grave trauma cranico;
-grave ritardo mentale ed eziologia non definita associato a disturbi del linguaggio, disturbi comportamentali con eteroaggressività e disturbi sfinterici;
-sindrome epilettica con ipoevolutismo intellettivo.

3.5. GESTIONE

Le attività di ascolto saranno affidata ad una équipe multidisciplinare , composta da:

  • 1 Psicologo, con compiti di consulenze specifiche e di supporto;
  • 1 Assistente Sociale, avrà il compito della presa in carico delle singole situazioni problematiche, in riferimento sia ai servizi sociali territoriali che al centro. Curerà soprattutto la fase dell’analisi della domanda e l’orientamento degli utenti verso la risposta più adeguata per la risoluzione del problema;

Il centro è affidato ad un ente gestore che, per effetto dell’integrazione dei compiti di assistenza delle persone cerebrolese, si avvale delle prestazioni di personale in possesso di adeguata qualificazione ed esperienza professionale:

  • 1 educatore con compiti di organizzazione delle attività quotidiane;
  • 4 operatori con compito di assistenza e di supporto agli educatori nelle attività di laboratorio;
  • 1 autista per il pulmino con compiti di trasporto degli utenti da e verso il centro;

4. Collaborazioni

Rapporti di collaborazione saranno attivati:

  • prioritariamente con le organizzazioni di volontariato e le agenzie educative;
  • con il centro di riabilitazione del distretto sanitario n. 43 per quanto concerne eventuali interventi da realizzarsi in sede;
  • con le caritas parrocchiali e gli organismi ecclesiali, soprattutto per ciò che riguarda le attività di sostegno e accompagnamento delle famiglie in difficoltà;
  • con le o.n.l.u.s. e le associazioni del territorio, interagendo soprattutto per quanto riguarda la programmazione e la realizzazione delle attività del centro.

5. Piano Finanziario

Risorse finanziarie destinate, con proprio bilancio, dall’Ente:

  • l’Ente concorre (in quota parte ) per le spese relative al Personale [lettera a) del piano finanziario] con apposito stanziamento iscritto al titolo primo delle Uscite – funzione 10 – servizio 2 – interventi 3 e 4 – del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2005.

Totale spese a carico dell’ente € 34.000,00

Indicazione della spesa da finanziare:

  • La richiesta di finanziamento riguarda le spese relative alla parte restante del Personale, alle Apparecchiature e al Materiale [lettere a), b) e c) del piano finanziario]

Totale della richiesta di finanziamento € 70.887,11

A norma della direttiva del Ministro dell’Interno, prot. n. 293/AA.FF.6/2 del 07.06.2005, emanata a norma dell’art. 8 del D.P.C.M. 20 ottobre 1994, n. 755 [che prevede l’assegnazione dei contributi a valere sullo stanziamento della Riserva Fondo Lire UNRRA, fissando i criteri e le modalità per l’accesso ai predetti finanziamenti per l’anno 2005, come espressamente indicati nella circolare n. 2, prot. n. 374/AA.FF.6/3 del 08.06.2005 del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione – Direzione centrale per gli affari generali e per la gestione delle risorse finanziarie e strumentali – Area V Fondo Lire UNRRA, da destinarsi ad interventi in campo socio-assistenziale PER IL POTENZIAMENTO DI ASSISTENZA E DI RIABILITAZIONE IN FAVORE DI CEREBROLESI] si inoltra formale richiesta di contributo di € 70.887,11 (settantamilaottocentottantasette/00) alla Prefettura di Caserta per le richieste di parere verbalizzato e la successiva trasmissione dell’istanza al Ministero dell’Interno – Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, relativamente al progetto denominato “Le nuvole” conforme alle tipologie di attività che, secondo la precitata direttiva, possono essere ammessi al finanziamento a valere sulla Riserva Fondo Lire UNRRA.

I fondi stanziati per l’attuazione del presente progetto, possono essere accreditati sul conto corrente n. 13627815 intestato a “Tesoreria comunale di Cellole”.

L’Ente si riserva di produrre una relazione conclusiva sugli interventi effettuati.


postato il 5 gennaio 2010 |