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L'isola che non c'è

PROGETTO SOCIO-ASSISTENZIALE PER IL POTENZIAMENTO DEI CENTRI DI ASSISTENZA E CURA DEL DISAGIO MINORILE, ADOLESCENZIALE E GIOVANILE

[presentato ai sensi della circolare n. 1, prot. n. 198/AA.FF.6/3 del 22.04.04 del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione – Direzione centrale per gli affari generali e per la gestione delle risorse finanziarie e strumentali – Area V Fondo Lire UNRRA,
conseguente alla direttiva del Ministro dell’Interno, prot. n. 197/AA.FF.6/2 del 21.04.04, emanata ai sensi dell’art. 8 del D.P.C.M. 20 ottobre 1994, n. 755, che definisce per l’anno 2004 gli obiettivi generali per la gestione della Riserva Fondo Lire UNRRA.


RELAZIONE ANALITICA

1. Premessa

Cellole (dal 1973 ente autonomo) fa parte del distretto sanitario n. 43 dell’ASL CE/2. La popolazione residente ha fatto registrare un notevole incremento, passando dai circa 5.000 agli attuali 7.280 abitanti a cui si aggiungono, durante la stagione estiva, gli oltre sessantamila villeggianti che soggiornano nei centri turistici di Baia Domizia e Baia Felice.

Originariamente legata ad un’attività prevalentemente agricola, l’economia locale ha conosciuto una significativa crescita nel settore del terziario e dei servizi in genere che ha inciso profondamente nel processo di cambiamento del tessuto sociale. Sono emersi diversi fattori di disagio e malessere e denunciati forti segnali di rischio collegati al circuito tossicomanico, connesso alla vicinanza con zone dell’area Domitiana dove il fenomeno del consumo e dello spaccio è molto radicato e diffuso, alla carenza di una risposta socio-familiare e, infine, all'assenza cronica dei servizi socio-assistenziali.

In tale contesto più frequenti sono le situazioni che portano interi nuclei familiari ad essere a rischio, a doversi cioè confrontare con problematiche di disagio e devianza, aspetti che indicano la potenziale disgregazione sociale:

  • aumento dell'uso di sostanze stupefacenti e degli alcolici in misura preoccupante;
  • aumento della diffusione delle nuove droghe nelle fasce adolescenziali;
  • aumento della microcriminalità;
  • aumento delle richieste di aiuto nelle situazioni di disgregazione familiare;
  • aumento dei disturbi nell'area affettiva.

Il carattere allarmante sull’ampiezza del disagio è riscontrabile nel dato rilevante degli utenti in trattamento presso il SER.T. di Capua, a cui ben 63 persone (attualmente iscritte art. 25) continuano a rivolgersi, che rappresentano circa l’1% della popolazione residente.

Sul territorio è presente il “Centro ascolto” per la prevenzione del disagio giovanile, istituito dal Comune nel 1997, che si caratterizza come una struttura di riferimento e orientamento in cui opera una equipe multidisciplinare (assistente sociale, psicologo, operatore dei servizi sociali) che:

  • svolge un’attività di sensibilizzazione e prevenzione nei luoghi della scuola, in quelli dei giovani, nella famiglia con metodologie adeguate in grado di assecondare le esigenze di un’utenza articolata e complessa.
  • risponde ai bisogni indifferibili di informazione e prima accoglienza presa in carico e sostegno delle persone e delle loro famiglie colpite dal fenomeno del disagio legato alla devianza e alla dipendenza da droghe e alcool;
  • punta a creare una rete di solidarietà intorno a loro, ad aiutarli ad identificare i motivi e i caratteri costitutivi di quei sintomi del disagio psicologico e sociale ed orientare l’utenza diretta e potenziale verso i servizi più adeguati a quella specifica problematica;

L’esperienza di questi anni suggerisce la necessità di agire in modo più organico ed intenzionale nell’ambito delle politiche della prevenzione del disagio, intervenendo sulle fasce d’età pre-adolescenziale ed adolescenziale e mettendo in campo, d’intesa con le agenzie educative del territorio, strategie di prevenzione e di presa in carico dei comportamenti devianti direttamente nei luoghi dove principalmente questi comportamenti possono cominciare ad emergere e ad essere prontamente rilevati: la scuola. In altre parole si tratta di operare nell’accertamento precoce delle situazioni di difficoltà, monitorando costantemente le pratiche comportamentali dei ragazzi e intrattenendo una interazione sinergica con il personale docente ede educativa, per evitare che esse si cronicizzino e rendano difficile il recupero.

Di qui l’idea di potenziare ed estendere l’attività del Centro ascolto comunale, istituendo sportelli di ascolto all’interno degli edifici scolastici e, sempre utilizzando i locali e le aree delle strutture scolastiche, realizzare nella fascia oraria pomeridiana attività ed iniziative stabili finalizzate allo sviluppo dell’autonomia degli utenti e del loro senso di appartenenza.

2. Finalità

  • colmare il vuoto esistente sul territorio in termini di risorse educative e di sostegno;
  • aiutare i ragazzi ad affrontare ed, eventualmente, uscire dai luoghi e dai momenti negativi incontrati nella transizione identitaria, in cui regna la confusione e il disagio, elaborando la mappa di quello spazio aperto che è il territorio adulto e progettando il cammino verso di esso;
  • sostenere la famiglia e gli insegnanti ad accompagnare i ragazzi nel difficile viaggio della costruzione della propria identità, sostenendoli nella creazione di un ambiente familiare, amicale e scolastico idoneo dove è possibile trovare soluzioni ai conflitti e alle incomprensioni che possono nascere;
  • valorizzare le risorse degli individui, rendendoli protagonisti attivi delle trasformazioni delle relazioni familiari in atto;
  • offrire un punto di riferimento in cui i ragazzi, dopo le attività scolastiche, possano esercitare il loro bisogno/diritto alle attività ludiche, ricreative, educative;
  • sviluppare nei ragazzi il senso di autonomia e la capacità di relazionarsi, sperimentando nelle attività praticate libertà e vincoli, fantasia e realtà, conflitti e mediazioni;
  • favorire la mobilità, ampliando la possibilità di accesso ai servizi territoriali per i minori mediante un adeguato servizio di trasporto.

3. Descrizione sintetica del progetto

Il progetto “L’isola che non c’è” è strutturato, come insieme di interventi diretti a potenziare le attività del centro comunale per il disagio giovanile, in due servizi operativi che comunque fanno riferimento al medesimo impianto progettuale.

Il servizio Sportello sociale, che rispondere all’esigenza di estendere all’interno degli istituti scolastici, nei luoghi di maggiore incontro e socializzazione dei minori e nell’ottica della prevenzione oltre che del riconoscimento del disagio, le opportunità di ascolto, accoglienza e aiuto. Il servizio dello sportello sociale è concepito come spazio idoneo a raccogliere e/o a far emergere situazioni di disagio familiare e, conseguentemente, ad “accompagnare” le famiglie multiproblematiche coinvolte nel difficile percorso di emancipazione ed autonomia. Sotto questo aspetto il servizio di sportello mira a risolvere i conflitti familiari, a valorizzare l’esercizio unitari e solidale della genitorialità anche dopo l’eventuale rottura del legame coniugale.

Il servizio Centro di aggregazione, che risponde alla necessità di offrire opportunità di socializzazione ed interazione ludica ed educativa a minori in condizioni di disagio, in un contesto e in un’età caratterizzati da facile accessibilità ai modelli devianti della strada. Sotto questo aspetto il Centro di aggregazione pomeridiano costituisce una concreta offerta di opportunità di animazione, ludico-sportive e formative nonché spazio di realizzazione significativa di azioni stabili e costanti, orientate a favorire la cultura e la pratica del gioco come occasione di socializzazione e di crescita per i ragazzi facilmente esposti al rischio del disagio e della devianza o che già percorrono itinerari di devianza.


Servizio Sportello sociale

OBIETTIVI

a. attivare e/o accrescere le capacità/competenze e le potenzialità dei minori/genitori che possono essere temporaneamente inespresse o inutilizzate, individuando ed adottando gli strumenti necessari per stimolare la loro crescita psicologica, affettiva, intellettiva, nonché il processo di integrazione sociale;

b. diffondere la conoscenza e l’informazione sui problemi dell’adolescenza offrendo un concreto aiuto alle famiglie e alle altre agenzie educative che spesso si trovano disorientate e d impreparate di fronte al disagio giovanile e a tutte le problematiche le fase adolescenziale e preadolescenziale comporta;

c. riconoscere forme di disagio evolutivo che sono potenziali inibitori dello sviluppo psicologico e sociale del minore;

d. riconoscere e affrontare tutte le forme di disagio causate da abusi, violenza, mal cura e conflitti, vissute dai minori all’interno o all’esterno del nucleo familiare

e. sostegno e accompagnamento sociale per soggetti e famiglie multiproblematiche e con forte deprivazione culturale ed economica, soprattutto nel sostenerne l’impegno educativo.

ATTIVITA’

a. Attività di ascolto, consulenza e sostegno psicologico per i ragazzi e i genitori, nonché per gli educatori, per fornire supporto relativamente alle problematiche psicologiche, relazionali, familiari ecc.

b. Attività di consulenza e mediazione familiare, per favorire la comunicazione all’interno del nucleo familiare, aiutare i genitori a trovare soluzioni realistiche per la suddivisione dei compiti genitoriali oltre che per attutire la eventuale conflittualità nell’esperienza della separazione e del divorzio.

c. Attività di informazione e formazione, mediante gruppi di incontro su tematiche educative psicologiche e sociali per genitori ed agenti educativi.

ATTUAZIONE

Istituzione di un punto ascolto all’interno di ciascuno degli edifici scolastici presenti sul territorio comunale, con frequenza almeno settimanale, che funzionerà da:

  • Recettore delle domande di bisogno dei minori e delle famiglie riconosciute attraverso l’attività di osservatorio e monitoraggio, o segnalate dai referenti istituzionali (scuola, servizi sociali, associazioni, ecc.);
  • Orientatore per la risposta più efficace al bisogno espresso, in sinergia con i servizi territoriali, attraverso
    • Visite domiciliari, counseling individuale, gruppi di auto aiuto;
    • Corsi tematici e/o percorsi di formazione, incontri di sensibilizzazione sulle problematiche del disagio monorile e dei conflitti familiari per insegnanti, operatori, educatori, genitori… con frequenza bimestrale.

DESTINATARI

Le attività dello sportello di ascolto e informazione sono rivolte ad una utenza ampia e variegata interessando, potenzialmente, tutti gli alunni frequentanti le scuole elementari e medie (700), le loro famiglie (600) nonché i docenti. Tuttavia utenza privilegiata del servizio saranno i minori a rischio e le famiglie multiproblematiche, segnatamente quelle interessate dalle problematiche dei conflitti familiari. Si prevede di seguire almeno 30 famiglie, mentre un’attenzione privilegiata sarà riservata ai ragazzi, figure particolarmente deboli in situazioni di conflitto e di deprivazione socio ambientale.

GESTIONE

La gestione delle attività dello sportello sarà affidata ad una équipe multidisciplinare , composta da:

  • 1 Psicologo, con compiti di consulenze specifiche e di supporto all’équipe;
  • 1 Assistente Sociale, avrà il compito della presa in carico delle singole situazioni problematiche, in riferimento sia ai servizi sociali territoriali che al centro. Curerà soprattutto la fase dell’analisi della domanda e l’orientamento degli utenti verso la risposta più adeguata per la risoluzione del problema;
  • 1 sociologo, con compiti di referenti istituzionale e di coordinamento dell’attività. Impegnato anche in attività di consulenza per problematiche specifiche;



Servizio Centro di aggregazione

OBIETTIVI

a. esercitare una funzione di prevenzione primaria per bambini e ragazzi facilmente esposti al rischio del disagio e della devianza;

b. favorire lo sviluppo sia delle capacità di socializzazione e di relazione, sia l’individuazione di capacità ed abilità teorico-pratiche importanti per la crescita dei ragazzi;

c. attivare un ambito di sostegno nei confronti delle difficoltà scolastiche e di accompagnamento educativo di minori appartenenti a famiglie multiproblematiche, bisognosi di tutorato educativo diurno;

d. prevenire la formazione di percorsi devianti e di processi di patologizzazione del disagio, consentendo un più armonico sviluppo delle caratteristiche di personalità del minore e delle sue potenzialità;

e. favorire la partecipazione alle attività mediante l’offerta di un adeguato servizio di trasporto che curi, in sicurezza, il trasferimento dei minori da e verso le proprie abitazioni.

ATTIVITA’

a. Attività artistiche: musica, teatro, fotografia, cinema, ecc. In tali ambiti saranno realizzati laboratori dove, oltre ad acquisire conoscenze e tecniche specifiche di tali discipline, sarà possibile organizzare rappresentazioni e/o saggi. In quanto culture attive, cioè capaci di unire il livello percettivo con i processi cognitivi, queste discipline sono considerate mezzi di conoscenza individuale e collettiva.

b. Attività culturali: recupero scolastico per coloro che manifestano difficoltà; corsi su tematiche di particolare interesse (educazione alla salute, codice stradale, educazione ambientale, educazione civica); corsi base di informatizzazione primaria. Oltre a potenziare le abilità comunicative e a colmare eventuali deficit scolastici, si intende sviluppare nei ragazzi la capacità di osservazione e di analisi della realtà, di acquisire conoscenze sulle norme dell’agire sociale, ecc.

c. Attività ludiche: il gioco (libero o organizzato, individuale o di gruppo) è ritenuto un’esperienza di relazione molto importante nel processo di crescita, che consente di confrontarsi e prendere coscienza dei propri limiti e delle proprie virtù.

ATTUAZIONE

  • Laboratori pomeridiani (dalle 15 alle 18:00 per tre giorni settimanali per l’intera durata dell’anno scolastico) nelle aule scolastiche destinate alle attività del progetto nonché presso le strutture sportive scolastiche e parrocchiali, gli impianti comunali.
  • L’impiego di sussidi specifici (strumenti musicali, videocamera, fotocamera, apparecchiature informatiche, audiovisive).
  • Lezioni frontali (dalle 15:00 alle 18:00 per tre giorni settimanali per l’intera durata dell’anno scolastico) per il recupero e/o sostegno scolastico.
  • Iniziative di animazione “di strada” coinvolgendo i ragazzi, in occasione delle diverse ricorrenze del calendario) nella preparazione di eventi che li vedano protagonisti.
  • L’impiego di un pulmino riservato al trasferimento dei minori per incentivare la loro partecipazione alle attività programmate.

DESTINATARI

Le attività del centro di aggregazione sono aperte, in linea di massima, alla totalità dei ragazzi compresi nella fase della preadolescenza (6/12 anni) e adolescenza (13/15). Tuttavia, anche attraverso un sistema di iscrizione alle attività, si pensa di seguire stabilmente n. 80 ragazzi, mettendo in atto le opportune strategie per coinvolgere nelle attività del centro i ragazzi particolarmente a rischio di disagio e devianza o con problematiche psico-sociali conclamate.

GESTIONE

La gestione del centro è curata direttamente dall’ente che, in base alla programmazione annuale delle attività e di concerto con l’autorità scolastica locale, si avvale delle prestazioni di personale in possesso di adeguata qualificazione ed esperienza professionale:

  • 2 educatori con compiti di animazione delle attività quotidiane;
  • 2 operatori con compito di supporto agli educatori nelle attività ludiche e di laboratorio;
  • 2 tutor, con compiti di accompagnamento educativo diurno per minori appartenenti a famiglie multiproblematiche;
  • 1 autista per il pulmino con compiti di trasporto dei minori da e verso il centro;



Collaborazioni

Rapporti di collaborazione saranno attivati:

  • prioritariamente con le scuole del territorio dove in effetti si svolgono le attività del progetto, coinvolgendo gli insegnati e gli organi scolastici;
  • con il centro di giustizia minorile, per quanto concerne le attività di prevenzione rispetto al fenomeno della devianza;
  • con le caritas parrocchiali e gli organismi ecclesiali, soprattutto per ciò che riguarda le attività di sostegno e accompagnamento delle famiglie in difficoltà;
  • con le o.n.l.u.s. e le associazioni del territorio, interagendo soprattutto per quanto riguarda la programmazione e la realizzazione delle attività del centro di aggregazione;

Piano Finanziario

Risorse finanziarie destinate, con proprio bilancio, dall’Ente:

  • l’Ente concorre (in quota parte ) per le spese relative al Personale [lettera a) del piano finanziario] con apposito stanziamento iscritto al titolo primo delle Uscite – funzione 10 – servizio 2 – interventi 3 e 4 – del bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2004.

Totale spese a carico dell’ente € 36.000,00

Indicazione della spesa da finanziare:

  • La richiesta di finanziamento riguarda le spese relative alla parte restante del Personale, alle Apparecchiature e al Materiale [lettere a), b) e c) del piano finanziario]

Totale della richiesta di finanziamento € 88.257,11

Considerato che la direttiva del Ministro dell’Interno, prot. n. 197/AA.FF.6/2 del 21.04.04, emanata a norma dell’art. 8 del D.P.C.M. 20 ottobre 1994, n. 755, prevede l’assegnazione dei contributi a valere sullo stanziamento della Riserva Fondo Lire UNRRA, fissando i criteri e le modalità per l’accesso ai predetti finanziamenti per l’anno 2004, come espressamente indicati nella circolare n. 1, prot. n. 198/AA.FF.6/3 del 22.04.04 del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione – Direzione centrale per gli affari generali e per la gestione delle risorse finanziarie e strumentali – Area V Fondo Lire UNRRA, da destinarsi ad interventi in campo socio-assistenziale;

Visto che il progetto denominato “L’isola che non c’è” elaborato e, in parte, già attivato da questo Ente è conforme alle tipologie di attività che, secondo la precitata direttiva, possono essere ammessi al finanziamento a valere sulla Riserva Fondo Lire UNRRA;

Si inoltra formale richiesta di contributo di € 88.257,11 (ottantottomiladuecentocinquantasette/11) alla Prefettura di Caserta per le richieste di parere verbalizzato e la successiva trasmissione dell’istanza al Ministero dell’Interno – Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione.

I fondi che verranno stanziati per l’attuazione del presente progetto, potranno essere accreditati sul conto corrente n. 13627815 intestato alla Tesoreria comunale di Cellole (Caserta).

L’Ente si riserva di produrre una relazione conclusiva sugli interventi effettuati.


postato il 5 gennaio 2010 |