©vincenzofreda.it

> home>> chi sono >> capogruppo minoranza consiliare > mozioni
Concessione del campo sportivo alla società AS Cellole-Baia Domizia ingiustamente discriminata.
Il diniego alla concessione del stadio comunale alla società sportiva AS Baia Domizia-Cellole per lo svolgimento del campionato dilettanti di terza categoria impone una riflessione sulle modalità di applicazione del regolamento comunale vigente in materia.

Benché ineccepibile sotto il profilo tecnico, tale decisione negativa sul piano del merito contraddice lo spirito stesso del regolamento mentre su quello del metodo costituisce un’eccezione unica e singolare nell’ambito di una gestione caratterizzata da una applicazione flessibile costante e consolidata delle stesse norme invocate per respingere la domanda.

Se infatti il regolamento attribuisce al Comune come primo dovere istituzionale quello di valorizzare “la spontanea nascita e lo sviluppo autonomo di associazioni, enti, istituzioni, comitati e organizzazioni di volontariato ed in genere di tutti quegli organismi privati operanti sul territorio e non orientati allo scopo di lucro, a cui garantisce l’attiva partecipazione all’esercizio delle proprie funzioni [… nonché ] vantaggi economici diretti e indiretti”, la decisione di negare il campo in conformità al regolamento che prevede come requisito per accedere ai benefici economici e strumentali dell’ente, l’iscrizione all’albo delle associazioni, perciò stesso ampiamente scontata sin dal momento della presentazione dell’istanza, poteva essere gestita con maggiore riguardo e sensibilità nei confronti dell’associazione alla luce del dovere istituzionale dell’ente di favorirne lo sviluppo. E cioè: respingere con tempestività la domanda, dando così la possibilità all’associazione di regolarizzare la propria iscrizione all’albo comunale e ottenere conseguentemente la concessione del nulla osta per l’uso del campo sportivo per perfezionare in tempo utile l’iscrizione al campionato dilettanti di terza categoria presso la federazione provinciale.

Dall’altro lato, l’inflessibile zelo al rispetto della disposizione regolamentare riscontrato unicamente in questa vicenda cozza contro l’atteggiamento mostrato fino ad oggi in casi analoghi: associazioni e comitati che ricevono puntualmente decine di migliaia di euro e altri tipologie di agevolazioni (come esenzione dalla tassa di occupazione suolo pubblico e di pubblica affissione, erogazione gratuita dell’energia elettrica, attrezzature logistiche e disponibilità di risorse umane) senza essere iscritte all’albo, oppure che difformemente alle prescrizioni regolamentari non hanno mai presentato i rendiconti delle spese sostenute per le loro attività istituzionali in forza dei contributi ricevuti, o addirittura contributi erogati a società a scopo di lucro.

Di fatto e di diritto insostenibile e palesemente discriminante appare, poi, il contenuto della motivazione con cui sembra precludersi comunque l’uso dell’impianto sportivo perché attribuito in via esclusiva ad un’altra società per il solo fatto di averlo richiesto prima. In mancanza di un bando pubblico di assegnazione di un bene o di qualunque altra forma di vantaggio o beneficio, la cronologia della presentazione delle domanda non può essere assunta a motivo escludente per un richiedente che, allorché si concretizzi un bisogno reale, può in qualunque momento esercitare il proprio diritto. In tal caso, compito dell’amministrazione sarà quello di contemperare le rispettive esigenze, magari anche concedendo una relativa preferenzialità al primo dei legittimati, ma non escludendo completamente gli altri dall’accesso ai medesimi benefici che, di diritto, spettano a chiunque possieda gli stessi requisiti previsti.

Tutto ciò premesso, i sottoscritti Consiglieri comunali presentano una mozione di indirizzo con cui il Consiglio Comunale, approvati i contenuti della presente relazione, impegni l’amministrazione su una delle seguenti direttive che uniformino l’atteggiamento interpretativo del regolamento comunale a tutela di tutte le associazioni, evitando palesi ed insostenibili discriminazioni:
  1. per un’applicazione flessibile delle norme, in forza della quale l’amministrazione conceda i benefici regolamentari anche in assenza dei requisiti prescritti a condizione che il concessionario proceda all’immediata regolarizzazione dalla propria posizione, pena la successiva revoca. In tal caso si proceda all’accoglimento delle istanze nelle more del perfezionamento della procedura prevista.

  2. per un’applicazione intransigente delle norme, in forza della quale l’amministrazione deve esigere il rispetto di tutte le disposizioni normative per autorizzare la concessione dei benefici diretti o indiretti previsti. In tal caso si revochino le concessioni erogate in difformità e si escludano dai benefici i soggetti inadempienti, ripetendo i contributi erogati, sui quali l’organo di revisione è invitato a svolgere il necessario controllo sulle procedure eseguite.

I
[ 2008]